Controversie tra Italia e Nicaragua: Tajani accusa il governo Ortega, il Nicaragua minaccia di interrompere le relazioni diplomatiche
Mercoledì, durante una riunione del Partito Popolare Europeo a Madrid, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha definito il governo del presidente nicaraguense Daniel Ortega come “estremista”, criticando la sua decisione di non estradare Alessio Casimirri, ex membro delle Brigate Rosse condannato in Italia per il suo coinvolgimento nel sequestro di Aldo Moro nel 1978. Casimirri vive in Nicaragua da oltre quarant’anni e ha ricevuto sei ergastoli in Italia per i suoi crimini, riporta Attuale.
Tajani ha affermato che il Nicaragua continua a “proteggere il terrorista Alessio Casimirri” e ha sottolineato che l’Italia continuerà a richiedere la sua estradizione per farlo rispondere della giustizia italiana. In risposta, il governo nicaraguense ha minacciato di interrompere le relazioni diplomatiche con l’Italia, definendo le dichiarazioni di Tajani come “ingiustificate, aggressive e irresponsabili”.
All’età di 75 anni, Casimirri è stato parte delle Brigate Rosse durante i “anni di piombo”, un periodo di violenza politica in Italia. Il 16 marzo 1978, contribuì al rapimento di Moro bloccando la strada alla sua scorta, risultando nell’omicidio di cinque guardie. Dopo la sua fuga, nel 1983 si era stabilito in Nicaragua, dove ha ottenuto la cittadinanza.
Il Nicaragua, già governato dai sandinisti all’epoca della sua immigrazione, ha una lunga storia di tensioni con l’Italia riguardo a questo caso. Nonostante le ripetute richieste di estradizione da parte dell’Italia, il Nicaragua ha sempre rifiutato, citando la sua costituzione che vieta l’estradizione dei cittadini nicaraguensi.
Le critiche di Tajani si allineano con la posizione del Partito Popolare Europeo, che accusa il Nicaragua di aver smantellato lo stato di diritto e di perpetrato sistematiche violazioni dei diritti umani. La situazione è particolarmente tesa poiché il governo di Ortega, al potere dal 2007, ha intensificato la repressione dei dissidenti politici, con una riforma costituzionale nel 2025 che ha fortemente incrementato i suoi poteri e quelli della moglie, Rosario Murillo. Questi sviluppi hanno suscitato preoccupazioni a livello europeo riguardo alla situazione dei diritti umani nel paese.