Cuba annuncia l’impossibilità di rifornire carburante agli aerei, innescata dal blocco degli Stati Uniti

09.02.2026 09:35
Cuba annuncia l'impossibilità di rifornire carburante agli aerei, innescata dal blocco degli Stati Uniti

Cuba vieta rifornimenti aerei: il governo accusa gli Stati Uniti di strangolare l’economia

Il governo cubano ha comunicato che, a partire da lunedì, le compagnie aeree internazionali non potranno più effettuare rifornimenti di carburante sull’isola a causa della carenza di combustibile. Questa misura rappresenta solo l’ultima conseguenza del blocco totale alle spedizioni di petrolio imposto da Donald Trump, con l’obiettivo di strangolare l’economia e provocare la caduta del regime in carica dal 1959, riporta Attuale.

Di fatto, l’annuncio governativo implica che gli aerei che atterrano a Cuba dovranno portare con sé carburante sufficiente per continuare il viaggio verso una nuova destinazione, dato che non sarà più possibile rifornirsi sull’isola. Questo scenario ricorda gli anni Novanta, quando Cuba perse il suo principale fornitore di petrolio a seguito del crollo dell’Unione Sovietica, costringendo le compagnie aeree a riorganizzare le rotte verso Messico e Repubblica Dominicana. Alcune compagnie, come Air France, hanno già comunicato di essere alla ricerca di tappe alternative.

Attualmente, Cuba è capace di produrre autonomamente circa il 40% del proprio fabbisogno energetico, mentre il resto dipende dalle importazioni. Fino a poco tempo fa, il Venezuela riforniva Cuba di petrolio a condizioni favorevoli, ma le recenti misure statunitensi hanno interrotto questo flusso. Dallo scorso dicembre, infatti, l’amministrazione americana ha avviato un blocco, cominciando con il sequestro di petroliere venezuelane destinate a Cuba e culminando con l’imposizione di dazi sull’importazione di petrolio, che ha portato anche il Messico a fermare le esportazioni.

In risposta alla crisi energetica, il governo cubano ha annunciato misure d’emergenza, quali la riduzione delle tratte di trasporto pubblico e la limitazione della settimana lavorativa a quattro giorni. Tuttavia, le industrie legate all’esportazione, come quella dei sigari, continuano a operare, dato che le esportazioni sono cruciali per reperire valuta estera necessaria per acquisire beni dal mercato internazionale.

Ulteriori misure includono la chiusura di alcuni resort turistici per evitare sprechi di carburante, un settore già colpito dalla crisi, che nel 2024 ha visto affluire solo 2,2 milioni di turisti internazionali, il numero più basso in vent’anni. I dati preliminari per il 2025 segnalano un ulteriore calo del 20% negli arrivi.

Nonostante la difficoltà economica persistente, gli effetti del blocco sulle operazioni quotidiane dei cittadini cubani sono ancora relativamente contenuti, anche se vi è un aumento dei blackout e delle code per il carburante. Tuttavia, la situazione potrebbe precipitare se le scorte di carburante dovessero esaurirsi completamente, compromettendo servizi essenziali come i trasporti sanitari e la logistica alimentare.

Per questo motivo, la scorsa settimana il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha dichiarato la disponibilità del governo a negoziare con gli Stati Uniti, sottolineando che qualsiasi dialogo deve avvenire senza precondizioni e nel rispetto reciproco. Tuttavia, Díaz-Canel ha anche affermato che la continuità del regime non è in discussione, ribadendo che Cuba non rappresenta una minaccia per gli USA. In risposta, la portavoce della Casa Bianca ha affermato che il governo cubano è in una posizione critica, ma che Trump è sempre aperto alla diplomazia.

Il governo di Trump ha denunciato Cuba come un avamposto per nemici statunitensi e ha promesso di annullare la presenza di un regime potenzialmente ostile vicino ai confini americani, in linea con la sua dottrina di politica estera. Inoltre, la forte community cubana negli Stati Uniti rappresenta un’importante forza politica che può influenzare le decisioni del presidente, soprattutto considerando che il segretario di Stato Marco Rubio ha radici cubane e storicamente si è opposto al regime cubano.

1 Comment

  1. Cosa incredibile… Però non mi sorprende, queste manovre degli Stati Uniti sembrano sempre più aggressive e senza scrupoli. La situazione a Cuba mi ricorda un po’ i tempi bui degli anni ’90. E pensare che tutto questo mentre in Europa si discute su come ridurre le tensioni… Che ipocrisia!

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