Cuba in crisi carburante: il petrolio non arriva più dal 9 gennaio
Dal 9 gennaio, Cuba sta affrontando gravi difficoltà nel rifornimento di petrolio a causa del blocco imposto dagli Stati Uniti. Mercoledì, il governo statunitense ha autorizzato la vendita di petrolio venezuelano a piccole e medie imprese private cubane, ma fino all’arrivo di questi parziali rifornimenti, l’isola sta sperimentando una carenza di carburante senza precedenti, riporta Attuale.
La benzina e il diesel sono ora razionati esclusivamente per i mezzi di pubblica utilità, mentre le auto private rimangono per la maggior parte ferme. In risposta alla crisi, i cubani hanno adottato alternative di trasporto, come risciò, carretti trainati da cavalli e veicoli elettrici, con una crescente diffusione di motorini cinesi. La benzina che è ancora disponibile, estratta da riserve e venduta a prezzi elevati, è utilizzata principalmente per i trasporti collettivi e per le auto destinate ai turisti, che possono permettersi di pagare cifre esorbitanti.
Le auto elettriche sono ancora rare, ma scooter e motorini, noti localmente come “motorinas”, sono sempre più comuni. Questi veicoli, per lo più importati dalla Cina, presentano nomi peculiari che ricordano marche famose, come Bucatti, una fusione di Ducati e Bugatti, e sono caratterizzati da luci stroboscopiche e potenti impianti audio che diffondono musica ad alto volume.
Anche altri mezzi elettrici, più semplici, come quelli a tre ruote o progettati per il trasporto collettivo, sono diventati una vista comune. Questi mezzi, simili ai vecchi Ape Piaggio, servono come trasporto pubblico, operando a tariffe relativamente basse di 100 pesos a tratta (circa 20 centesimi di euro).
Per decenni, la benzina a Cuba era relativamente economica, il che ha ridotto la necessità di mezzi elettrici. Ora, però, la situazione sta cambiando. Ricaricare i veicoli elettrici non è sempre facile, poiché la corrente elettrica è disponibile solo per alcune ore al giorno in gran parte dell’isola. È frequente vedere motorinas all’interno delle abitazioni, collegate alla rete elettrica, mentre molti affrontano i consueti blackout. Alcuni cittadini hanno installato accumulatori o impianti fotovoltaici per ovviare a queste interruzioni.
Le biciclette e i risciò sono comuni nei centri urbani, mentre nei villaggi rurali i carretti trainati da cavalli rimangono i mezzi di trasporto principali, con un aumento della loro presenza a seguito della crisi energetica. È ormai normale vedere persone che si spostano a cavallo, un’usanza che ora ha preso piede e si fa sentire attraverso il rumore degli zoccoli sull’asfalto.
A causa delle politiche di razionamento, l’uso di mezzi motorizzati nei campi è stato vietato; i coltivatori utilizzano buoi e mucche per trainare slitte cariche di prodotti agricoli.
Solo un numero limitato di auto si è mantenuto in circolazione, soprattutto quelle destinate ai turisti, che possono generare profitti nonostante gli aumenti esorbitanti dei prezzi della benzina. Durante la metà di febbraio, il mercato nero ha visto i prezzi arrivare a 5.000-6.000 pesos al litro, che equivalgono a circa 10 euro, mentre la benzina disponibile attraverso i canali ufficiali è praticamente esaurita.
Le auto d’epoca americane degli anni Cinquanta, che sono state riparate e ristrutturate nel corso degli anni, sono diventate taxi privati; le decappottabili all’Avana sono una popolare attrazione turistica, insieme ai caratteristici cocotaxi e ai taxi collettivi che trasportano da sei a dieci passeggeri su percorsi prestabiliti tra le città principali e i centri turistici. Tuttavia, il numero di turisti attualmente presenti sull’isola è contenuto.
A Cuba, anche i servizi pubblici fondamentali ricevono una fornitura minima di carburante: le corse degli autobus pubblici, guaguas, sono regolarmente ridotte o annullate, e alcune sono state sostituite da camion a cassone, idonei per il trasporto di merci e persone e meno energivori.
La rete ferroviaria cubana, piuttosto obsoleta e creata principalmente per il trasporto della canna da zucchero, ha visto un ulteriore deterioramento dei servizi, che erano già irregolari a causa di problemi con la rete elettrica. Recentemente, anche i voli interni sono stati bloccati, mentre quelli internazionali devono effettuare scali tecnici in Repubblica Dominicana o in altri paesi per fare rifornimento.