Da novembre 2026 in Italia bloccati 48 siti pornografici, obbligo di verifica età per gli utenti

31.10.2025 16:35
Da novembre 2026 in Italia bloccati 48 siti pornografici, obbligo di verifica età per gli utenti

Roma, 31 ottobre 2025 – Tra pochi giorni, gli utenti in Italia non potranno più accedere liberamente a 48 siti pornografici, tra cui PornHub, YouPorn e OnlyFans. A partire dal 12 novembre, entrerà in vigore l’obbligo per i gestori di piattaforme che diffondono contenuti pornografici di verificare l’età degli utenti. Questa misura, introdotta dal Decreto Caivano, mira a limitare l’accesso ai minori a contenuti ritenuti lesivi della loro dignità e benessere, che rappresentano un problema di salute pubblica, riporta Attuale.

La verifica della maggiore età

Il provvedimento dell’Autorità si inserisce nel contesto dell’articolo 13-bis del Decreto Caivano, approvato nel 2023, che obbliga i gestori di siti a verificare la maggiore età degli utenti per impedire l’accesso ai contenuti pornografici da parte di minori di 18 anni (conosciuto come age assurance o age verification). L’AgCom ha ricevuto il compito di stabilire le modalità tecniche e procedurali necessarie per l’accertamento dell’età, in collaborazione con il Garante per la protezione dei dati personali.

Addio autocertificazione, 6 mesi per adeguarsi

La delibera AgCom 96/25/CONS, pubblicata nel maggio 2025, stabilisce le procedure tecniche per una gestione efficace del controllo dell’età, abbandonando il sistema di autocertificazione attualmente in uso. È previsto che l’obbligo si applica a tutti i portali accessibili dal territorio italiano, indipendentemente dalla loro sede legale, e che i gestori abbiano sei mesi di tempo per conformarsi alle nuove normative.

Le sanzioni: diffida e blocco del sito

L’Autorità è responsabile della vigilanza sull’applicazione delle norme che vietano l’accesso ai minori a contenuti pornografici e sulla verifica dell’età. In caso di inadempienza, potrà emettere una diffida ai gestori affinché si adeguino entro venti giorni. Qualora non rispettino tale diffida, l’Autorità potrà adottare misure per il blocco del sito o della piattaforma fino a quando non siano ripristinate le condizioni richieste.

La prima lista

L’Autorità ha redatto una prima lista di gestori di siti web e fornitori di piattaforme di condivisione video che operano in Italia e diffondono contenuti pornografici. Tale lista sarà aggiornata in base alle verifiche delle attività degli operatori e alle informazioni provenienti da altri Paesi membri dell’Unione Europea.

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