Scoperto il cadavere di Daniela Ruggi: una tragica storia di degrado e abusi
Montefiorino (Modena), 12 febbraio 2026 – Il teschio di Daniela Ruggi, scomparsa il 19 settembre 2024, è stato rinvenuto il primo gennaio a Vitriola, portando alla luce un’inquietante storia di abusi e sfruttamenti, riporta Attuale. Da quanto emerge, Daniela, che aveva 32 anni, viveva in una condizione di grande vulnerabilità, lontana dalle istituzioni e dai suoi familiari, cercando aiuto in modi disperati.
Nei mesi precedenti alla sua scomparsa, Daniela si era recata in farmacia per acquistare un test di gravidanza, sollevando interrogativi sulla sua attuale condizione, ma la verità rimane incerta, dato il suo modo di raccontare fatti spesso mescolati a fantasie. Alcuni dei messaggi inviati a conoscenti, ritrovati negli atti dell’inchiesta, suggeriscono che potesse esserci un fondo di verità nei suoi timori e nelle sue affermazioni riguardanti una vita famigliare che desiderava costruire e i figli che sperava di avere, nonostante la scomoda realtà abitativa che viveva, priva di acqua corrente.
Abusi sistematici: un quadro sconcertante
La giovane aveva espresso rabbia per la sottrazione di un bambino, che sosteneva le fosse stato portato via da un ex compagno. In questo contesto, molti avrebbero approfittato della sua vulnerabilità: uomini tra i 50 e i 70 anni, i quali la invitavano in casa per offrirle un pasto caldo o una doccia, ma si rendevano protagonisti di episodi inquietanti in quei medesimi spazi. Le indagini hanno ascoltato almeno quattro di questi uomini in relazione alla sua scomparsa. Nonostante i frequenti contatti con i servizi sociali, che la consideravano in grado di intendere e volere, Daniela aveva una lieve disabilità che probabilmente la rendeva suscettibile di sfruttamenti.
Domenico Lanza: “Era una bambina nel corpo di una donna”
L’unica voce che si è espressa chiaramente sulla vicenda è quella di Domenico Lanza, noto come “lo sceriffo”, al momento sotto inchiesta per il sequestro della giovane. “Era una bambina nel corpo di una donna”, ha affermato, sottolineando la sua immaturità e quanto fosse facile approfittarsi di lei. Lanza ha negato qualsiasi relazione intima con Daniela, ma ha sollevato dubbi sulla possibilità che fosse incinta, evidenziando come fosse difficile segnalarne una gravidanza data la sua corporatura. Ha anche menzionato come cercasse disperatamente qualcuno che potesse sostenerla.
La famiglia piange la perdita
Da parte del fratello di Daniela, Alberto Ruggi, tramite il suo avvocato Deborah De Cicco, è emerso che Alberto non era al corrente delle frequentazioni della sorella e della sua possibile gravidanza, un’informazione appresa solo dagli atti. L’avvocato ha aggiunto che Daniela tendeva ad accettare passaggi da sconosciuti, esponendosi a ulteriori rischi. La comunità di Montefiorino è ora scossa da questa tragica vicenda, messa a nudo dai dettagli emersi durante le indagini.