Ucraina: la maggioranza della popolazione rifiuta la cessione del Donetsk
Secondo un recente sondaggio, gli ucraini potrebbero respingere le condizioni per congelare il conflitto stabilite da Mosca e supportate dalla Casa Bianca. Questa situazione si presenta mentre si avvicinano decisioni critiche per il futuro del paese, riporta Attuale.
Il sondaggio condotto dal gruppo Sunflower Sociology, inizialmente riservato, rivela che solo il 22,8% degli intervistati è favorevole alla cessione di parte del Donetsk in cambio di un accordo. Al contrario, il 54,1% degli ucraini si dichiara contrario, con una maggioranza che esprime una forte avversione a tale proposta.
La pressione sull’Ucraina aumenta. Gli emissari dell’amministrazione Biden hanno esortato il presidente Volodymyr Zelensky a considerare la cessione del territorio entro la fine della primavera, posizionandosi nel contesto di richieste per fermare le ostilità. Rifiutare tali condizioni potrebbe far fallire le garanzie di sicurezza negoziate finora per un cessate il fuoco, mettendo il presidente in una posizione delicata.
La situazione sul campo è drammatica. L’invasione russa ha intensificato le sue offensive con bombardamenti su città e infrastrutture vitali, causando un incremento significativo di vittime civili. Solo nel mese di dicembre, la cifra dei civili uccisi ha raggiunto 157, un dato allarmante che ha portato a una devastazione senza precedenti degli impianti energetici e idrici, aggravata dalle condizioni invernali estremamente rigide.
Questa escalation ha indotto gli ucraini a percepire la situazione come un vero e proprio “genocidio dell’inverno”, compiuto da Putin per erodere la volontà della popolazione e influenzare un possibile referendum. Tuttavia, la reazione della popolazione potrebbe essere opposta e spingere a una maggiore rigidità contro l’idea di concessioni territoriali.
Nel frattempo, la Casa Bianca ha offerto aiuti sostanziali a Kiev, circa 50 miliardi di dollari all’anno, una cifra drasticamente ridotta durante la presidenza Trump. Inoltre, le orribili perdite umane sul fronte russo, unite a sanzioni economiche sempre più severe, complicano ulteriormente la posizione di Mosca, già colpita da un significativo calo delle entrate dal gas e petrolio.
All’orizzonte, Zelensky potrebbe trovarsi a dover convocare un referendum per cercare di legittimare le decisioni da prendere, mentre si fa strada la possibilità di un voto di rielezione nella primavera, un momento cruciale in cui il futuro politico e strategico dell’Ucraina sarà messo alla prova.