Danny Citrinowicz: «È difficile prevedere la fine del regime iraniano, ma un coinvolgimento Usa potrebbe cambiare tutto»

12.01.2026 07:45
Danny Citrinowicz: «È difficile prevedere la fine del regime iraniano, ma un coinvolgimento Usa potrebbe cambiare tutto»

La situazione in Iran: analisi di un esperto dell’intelligence israeliana

Danny Citrinowicz, ex membro dell’intelligence militare israeliana e ora parte dell’Atlantic Council, ha espresso preoccupazioni sul futuro del regime iraniano. Durante un’intervista, ha evidenziato che la stabilità del regime dipende dalla coesione interna e dalla mancanza di leader tra i manifestanti, che potrebbero altrimenti minare la sua influenza, riporta Attuale.

Citrinowicz ha affermato che, nonostante il regime affronti le manifestazioni più significative dal 1979, non si prevede un cambiamento immediato. “Fino a quando la dittatura rimane coesa e senza defezioni nella leadership, potrebbe superare le proteste attuali, anche se stiamo vedendo la loro sfida più grande”, ha dichiarato. Secondo lui, la situazione economica dell’Iran e l’assenza di un leader tra i manifestanti contribuiscono alla possibilità di sopravvivenza del regime.

Riguardo a potenziali sviluppi futuri, Citrinowicz ha sottolineato che “un coinvolgimento reale degli Stati Uniti o la formazione di crepe interne nel regime potrebbero alterare il corso degli eventi”. Nonostante le attuali difficoltà, ha evidenziato che sono le Guardie della Rivoluzione a mantenere il regime in piedi, con una forza stimata tra i 300.000 e i 500.000 uomini, fedeli e competenti.

Citando il rischio di un intervento americano, l’analista ha avvertito che ciò potrebbe trasformare l’Iran in un problema di interesse regionale e globale. “Se le proteste dovessero continuare e aumentare, potremmo assistere a un cambiamento di rotta”, ha aggiunto, “ma non necessariamente alla fine del regime stesso”.

Citrinowicz ha anche contestato l’idea che Reza Pahlavi possa rappresentare una vera alternativa, affermando che “la maggioranza degli iraniani non cerca di tornare a un regime Pahlavi, anche se lui cerca di capitalizzare il vuoto di leadership nell’opposizione”.

Infine, l’analista ha sottolineato che il cambiamento interno richiede un’analisi complessa e non può essere ridotto a un semplice capovolgimento del governo. “La situazione è molto intricata e sono necessari eventi drammatici per vedere un vero cambiamento”, ha concluso.

1 Comment

  1. Che situazione incredibile, sembra quasi che ci sia un gioco di potere tra il regime e i manifestanti. La mancanza di un vero leader tra i dissidenti può avere conseguenze negative per il cambiamento. Anche in Italia ci sono momenti in cui ci si sente bloccati, ma vedo che là la gente è pronta a lottare. È molto importante che non si spenga questa fiamma!!!

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