Roma – Nuove scoperte emergono riguardo a una rete globale di diffusione di immagini “nudiste” generate dall’intelligenza artificiale, coinvolgenti 56 donne italiane, tra cui la giornalista Francesca Barra e la vittima Selvaggia Lucarelli, tutte esposte senza il proprio consenso su Socialmediagirls.com. La denuncia di Barra alla polizia postale ha rivelato l’esistenza di una sezione del sito dedicata a contenuti espliciti, dove l’algoritmo riduce le donne a oggetti visivi, riporta Attuale.
Donne famose tra le vittime del “deep nude”
Il fenomeno è particolarmente allarmante, con ben 46 pagine contenenti centinaia di scatti di figure note della televisione e del giornalismo italiano, catturate in momenti di vita quotidiana e manipolate in modo da apparire completamente nude. Questo è il nuovo standard del deep nude, una forma estrema di deep fake. Testate come l’Ansa citano nomi noti come Federica Nargi, Andrea Delogu, Diletta Leotta, e molte altre, i cui corpi sono stati rielaborati digitalmente, mentre molte immagini di ulteriori soggetti risultano rimosse.
Il caso Socialmediagirls si inserisce in una problematicità più ampia
Questa scoperta si colloca nel contesto di episodi di sessismo in Italia, come quello associato al gruppo Facebook ‘Mia moglie’, dove le immagini private delle mogli sono state divulgate dai mariti. In precedenza, il sito Phica.eu era stato chiuso per la diffusione di foto rubate, compresi scatti di personaggi pubblici.
Dopo la chiusura di Phica.eu, la polizia postale si trova ora ad affrontare una sfida ben più complessa. Infatti, Socialmediagirls.com conta 7,5 milioni di iscritti e decine di migliaia di utenti attivi continuamente, con una struttura disegnata per resistere a eventuali controlli legali, sfruttando server situati in paesi con normative favorevoli.
Network internazionale e anonimato garantito
Secondo fonti, i server di Socialmediagirls risulterebbero situati in Belize, con l’azienda IQWeb FZ-LLC, avente sede negli Emirati Arabi Uniti, come responsabile. Inoltre, la protezione della piattaforma da attacchi esterni è garantita dalla controversa DDoS-Guard, con il chiaro obiettivo di tutelare l’identità degli utenti e prevenire azioni legali sin dalla sua istituzione nel 2014.
La partecipazione a forum di questo tipo presenta numerosi rischi, inclusi link a contenuti illegali e la diffusione di materiale potenzialmente dannoso, data la severità delle punizioni previste dalla legge italiana per la diffusione di immagini sessualmente esplicite senza consenso.
Un messaggio chiaro: non è intrattenimento, ma violenza
“È una violenza e un abuso che marchia la dignità, la reputazione, la fiducia”, ha affermato Barra nel suo post. Anche Selvaggia Lucarelli ha esposto le sue perplessità riguardo all’errore nel dare visibilità al sito, mentre Licia Ronzulli (FI) ha dichiarato che “spogliare con l’intelligenza artificiale non è intrattenimento, è uno stupro virtuale”. La situazione ha suscitato una forte condanna, con espressioni di solidarietà da parte di vari esponenti politici, che hanno sottolineato la necessità di ribellarsi a tali abusi e distorsioni.
E’ davvero vergognoso vedere come la tecnologia venga usata per rovinare la vita delle persone. Queste donne meritano rispetto, non di diventare oggetti per il divertimento di altri. Non è intrattenimento, è pura violenza! Spero che la giustizia arrivi presto e che venga fatta chiarezza su questi crimini.