Diagnosi della Sla: un passo verso l’identificazione precoce a Torino, entro un anno il biomarcatore

20.08.2025 10:36
Diagnosi della Sla: un passo verso l’identificazione precoce a Torino, entro un anno il biomarcatore

Torino, 20 agosto 2025 – Un’importante scoperta per la diagnosi precoce della Sla proviene dalle Molinette di Torino. Il professor Adriano Chiò, direttore di neurologia universitaria della Città della Salute, ha guidato un team di ricerca, collaborando con il neurologo Andrea Calvo e con il National Institutes of Health (Nih) degli Stati Uniti. In un’intervista, il professor Chiò ha risposto a cinque domande cruciali sul tema, riporta Attuale.

1. Cosa ha scoperto questo studio?

Il professor Chiò ha spiegato che uno dei maggiori problemi legati alla Sla è l’assenza di un biomarcatore, un elemento che indichi con certezza la presenza della malattia. “Cercarlo vuol dire rendere le diagnosi più sicure e anticipate. Questo consente di iniziare le terapie più tempestivamente e garantire l’accesso ai benefici clinici. Ad esempio, senza diagnosi non è possibile avviare la fisioterapia. Inoltre, permette a più pazienti di entrare negli studi terapeutici, poiché attualmente molti vengono esclusi a causa dei tempi lunghi di diagnosi, che in media sono di un anno dal primo sintomo”, ha dichiarato il professor Chiò.

2. Perché la diagnosi di Sla richiede così tanto tempo?

“I sintomi iniziali sono vaghi”, ha continuato Chiò. “Non si può affermare con certezza che un paziente abbia la Sla fino a quando non ci sono evidenze più concrete. Per questo, chiunque è cauto nel fornire una diagnosi, poiché si tratta di una rivelazione devastante. Questa ricerca ha portato all’identificazione di un set di proteine che permette di arrivare a una diagnosi con una precisione del 95% attraverso uno studio della popolazione locale, confermato da dati provenienti dagli Stati Uniti”.

3. La diagnosi sarà possibile in assenza di sintomi clinici?

Il professor Chiò ha sottolineato l’importanza di non esagerare le aspettative in questo senso. “Attualmente, non enfatizzerei questo aspetto. La cosa fondamentale è che consente diagnosi più precoci e sicure”, ha chiarito.

4. Quando sarà disponibile questo test?

“Per una disponibilità generale ci vorranno da uno a due anni. Siamo attualmente nella fase di estensione dello studio e raffinamento di alcuni elementi. Il nostro laboratorio di analisi sta iniziando a lavorare per capire come applicare questa tecnologia, dato che i dosaggi sono stati realizzati negli Stati Uniti. Anche se i dosaggi non sono complessi, il problema è assemblare il gruppo di proteine necessarie. Il lavoro è in corso”, ha riferito Chiò.

5. Sla, male oscuro del pallone?

Il professor Chiò ha evidenziato che il calcio ha catalizzato l’attenzione su questo problema, sottolineando l’importanza dell’attività sportiva in generale. “Ci sono dati anche su sportivi di altri ambiti, come i maratoneti irlandesi. Le evidenze stanno accumulandosi e suggeriscono che un’attività fisica sportiva molto intensiva può favorire la comparsa della malattia. È ancora un mistero se ciò accada a causa dell’attività stessa o se anticipa una predisposizione già esistente. Stiamo esplorando queste dinamiche attraverso studi genetici. C’è una correlazione, ma è prematuro trarre conclusioni definitive. La Sla è una malattia delle cellule motrici, quindi un’eccessiva attività fisica potrebbe rappresentare un fattore di rischio rincarato”, ha concluso Chiò.

1 Comment

  1. Ma che scoperta fantastica! Finalmente qualcosa di concreto per la Sla, che ha colpito così tante persone intorno a noi. Speriamo che questo biomarker arrivi presto! È assurdo pensare che molti pazienti aspettano un anno per una diagnosi, ma con questi progressi, le cose potrebbero cambiare. Dobbiamo continuare a sostenere la ricerca!!!

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