Dieci anni senza Giulio Regeni, Mattarella: “Verità e giustizia senza compromessi”

25.01.2026 21:35
Dieci anni senza Giulio Regeni, Mattarella: "Verità e giustizia senza compromessi"

Dieci anni dalla morte di Giulio Regeni: richiesta di giustizia mai sopita

Fiumicello (Udine) – “Ho visto sul suo volto tutto il male del mondo”. Dieci anni dopo, le parole della madre di Giulio Regeni, Paola Deffendi, pronunciate al riconoscimento del cadavere del figlio, continuano a suscitare orrore. La mancanza di una verità giudiziaria in questo caso, caratterizzato da depistaggi e silenzi istituzionali, è altrettanto inquietante, riporta Attuale.

Giulio Regeni si trovava a Il Cairo, in Egitto, per condurre una ricerca sui sindacati indipendenti egiziani nell’ambito del suo progetto di dottorato all’università di Cambridge. Scomparve il 25 gennaio 2016 e il suo corpo venne ritrovato nove giorni dopo, con segni evidenti di violenze e torture. Oggi Regeni avrebbe 38 anni.

Fiumicello ha ricordato il giovane ricercatore tingendosi di giallo, simbolo della lotta per la verità sul suo caso. Quattro agenti dei servizi segreti egiziani devono rispondere davanti alla giustizia italiana, ma il processo a Roma è nuovamente stagnante, con incertezze su quando potrà riprendere. Claudio Regeni ha dichiarato: “Dieci anni è un lungo periodo, ma per noi rappresenta solo una tappa in un cammino che speriamo possa riprendere presto con il processo e una sentenza”.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio ai genitori di Regeni, definendo la collaborazione delle autorità egiziane nel fornire risposte adeguate alle richieste della magistratura italiana “un banco di prova”. Ha sottolineato che la verità e la giustizia non devono cedere a compromessi, tutelando così non solo le aspettative delle famiglie, ma anche i principi fondamentali del sistema costituzionale e delle relazioni internazionali.

All’evento commemorativo a Fiumicello hanno partecipato numerosi volti noti tra cui la cantante Elisa, don Luigi Ciotti, Alessandro Bergonzoni e Elly Schlein. Quest’ultima ha affermato: “La battaglia per avere verità e giustizia doveva essere una battaglia di tutte le istituzioni e della politica, non è stato così. Tuttavia, i diritti umani devono prevalere sulla ragione di Stato e sugli interessi economici”.

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