La difficile ricerca di alloggio per gli studenti a Bologna
Fausto Cirillo, un giovane di 22 anni originario della Calabria, sta affrontando una vera e propria odissea nella ricerca di un’abitazione a Bologna, dove frequenta il secondo anno di Lettere all’università più antica del mondo. La scelta di studiare qui, attratto dal prestigio accademico, si scontra con difficoltà significative, tra cui i costi elevati degli affitti. Trovare una casa si rivela impossibile, a meno che non ci si pieghi a prezzi inaccessibili, con monolocali di 10 metri quadri al costo di 700 euro. I contratti sono spesso a vantaggio dei proprietari, e le graduatorie per gli studentati si allungano fino a novembre. “Come si fa ad aspettare novembre per trovare un alloggio?”, si chiede Fausto, riporta Attuale.
La propria esperienza di ricerca di casa è stata complessa. “All’inizio la mia difficoltà era quella di poter venire a Bologna poche volte. Ho dovuto ottimizzare le visite, spendere soldi e guardare tantissime case”, racconta Fausto.
È riuscito a trovare un’abitazione? “Online. Mi è andata bene, perché le truffe sono frequenti”, afferma. Ora spende 400 euro al mese per una singola al quarto piano a San Donnino, non esattamente vicino al centro di Bologna. “Non è poco, ma in confronto a certi prezzi, mi sento un privilegiato”, dice, preoccupato però per il rinnovo del contratto che scadrà a settembre, temendo un possibile aumento del canone.
La ricerca di alloggio si fa sempre più difficile, con molti proprietari che preferiscono affitti brevi per evitare di affittare a studenti. “Ad ogni minima richiesta, spesso il padrone di casa ti tratta male. Io mi facevo accompagnare dai miei genitori perché non avevo dimestichezza con i contratti: sono stato criticato anche per questo”, continua Fausto, evidenziando le sfide quotidiane che affronta.
Le problematiche non finisco qui: “Mi è capitato di dover pagare un letto già rotto appena entrato in casa, o di non poter appendere nemmeno un poster, mentre molti si sentono in diritto di fare commenti sull’aspetto fisico, ad esempio non affittando a chi ha un piercing. Assurdo…”, lamenta. La sua testimonianza mette in luce una realtà di difficoltà e frustrazioni.
Fausto sottolinea anche la mancanza di informazioni chiare: “Credo anche manchino info chiare, nessuno che ti spiega come funzionano le cose. So che tantissimi studenti non presentano l’Isee perché ignorano come accedere a borse di studio e agevolazioni. Altri, invece, scelgono di non farlo per l’ansia di rimanere indietro con gli esami e di dover poi restituire i soldi”.