Diversi Paesi Ue (ma non l’Italia) riconosceranno la Palestina

30.04.2024
Diversi Paesi Ue (ma non l'Italia) riconosceranno la Palestina
Diversi Paesi Ue (ma non l'Italia) riconosceranno la Palestina

L’Alto rappresentante dell’Ue ha affermato che il riconoscimento avverrà entro la fine di maggio. Al momento nel blocco già otto Stati lo han fatto, e nel mondo 139, il 70% dei membri dell’Onu

Diversi Paesi dell’Unione europea sono pronti a riconoscere la Palestina già entro la fine di maggio. Lo ha annunciato l’Alto rappresentante per la Politica estera Ue, Josep Borrell, a margine di un incontro speciale del World Economic Forum a Riad, in Arabia Saudita. Mentre otto Stati membri dell’Ue riconoscono già formalmente il diritto dei palestinesi ad avere uno Stato, la posizione ufficiale del blocco è che lo riconoscerà una volta istituito come parte di una soluzione a due Stati. Ma sarebbero almeno altri 4 i governi che son pronti a procedere unilateralmente: Spagna, Irlanda, Malta e Slovenia.

La battaglia della Spagna

Il premier spagnolo Pedro Sanchez, dall’inizio della guerra a Gaza, sta conducendo uno sforzo per convincere sempre più Paesi a seguire questa strada, e ha creato un gruppo informale di nazioni che sostengono l’idea. Inizialmente sembrava che anche Belgio, Lussemburgo e Portogallo fossero decisi a compiere il passo, ma poi si sono tirati indietro. Proprio due settimane fa Il premier portoghese Luis Montenegro ha detto a Sanchez che il suo governo “non si spingerà fino in fondo” come la Spagna senza un approccio europeo comune. Anche la ministra degli Affari esteri belga, Hadja Lahbib, ha fatto marcia indietro, sostenendo che il riconoscimento della Palestina “ci sarà”, ma quando “sarà il momento più opportuno”. La Norvegia (Paese europeo a non Ue) pure sta considerando il riconoscimento.

Attualmente, all’interno dell’Ue, a riconoscere la Palestina come uno Stato entro i confini del 1967 (che comprendono Cisgiordania, Striscia di Gaza e Gerusalemme Est) sono stati principalmente i Paesi dell’ex blocco sovietico (Bulgaria, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia e Ungheria), oltre a Cipro e Svezia. In totale si tratta di otto Stati Ue su 27, con la Svezia che è l’unico Paese membro dell’Ue ad aver riconosciuto la Palestina mentre faceva parte dell’Unione europea, mentre gli altri lo hanno fatto prima di aderire al blocco. Anche la Francia di Emmanuel Macron ha sostenuto di non considera più il riconoscimento di uno Stato palestinese come un tabù, dicendosi pronta “a contribuirvi, sia in Europa che in seno al Consiglio di sicurezza dell’Onu”.

La posizione dell’Italia

L’Italia si è più volte detta a favore del riconoscimento dello Stato della Palestina, ma all’interno del percorso più ampio del processo di pace in Medio oriente, e non come azione unilaterale. È stata la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a ribadire questa posizione, sostenendo che questo riconoscimento avverrà solo quando il riconoscimento ci sarà da parte di Israele. Tel Aviv ha riconosciuto finora solo l’Autorità nazionale palestinese con gli accordi di Oslo del 1993, mentre l’Olp (l’Organizzazione di liberazione della Palestina, all’epoca guidata da Yasser Arafat) ha riconosciuto il diritto a esistere dello Stato di Israele, rinunciando alla lotta armata.

“L’Italia è da sempre per uno Stato palestinese”, ha affermato in un question time alla Camera lo scorso gennaio, ma aggiungendo che il riconoscimento “non può essere chiesto unilateralmente: il presupposto è il riconoscimento degli interlocutori, di Israele e del diritto degli israeliani a vivere in sicurezza”. La Segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, ha chiesto, sempre a gennaio, “la riapertura di un processo di pace in cui è necessario il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte dell’Ue”. Nel 2014, quando era deputata, votò a favore di una risoluzione del Parlamento europeo che chiedeva il riconoscimento da parte dell’Unione dello Stato della Palestina. La risoluzione (non vincolante) passò con 498 a favore e 88 voti contro.

Il riconoscimento nel mondo

Dei 193 Paesi dell’Onu, 139 hanno già riconosciuto lo Stato di Palestina, circa il 70% dei membri. Il 18 aprile gli Stati Uniti hanno posto il veto a un progetto di risoluzione del Consiglio di Sicurezza che avrebbe riconosciuto la Palestina come membro a pieno titolo dell’istituzione. L’argomento verrà riproposto il mese prossimo all’Assemblea generale dell’organizzazione dove si prevede la presentazione di una risoluzione palestinese.

Intanto continuano gli sforzi internazionali per arrivare quantomeno a un cessate il fuoco a Gaza, obiettivo molto più urgente. Ad Hamas è stata presentata una proposta che prevede la cessazione delle ostilità per 40 giorni e il rilascio di ostaggi e prigionieri, ha annunciato il ministro degli Esteri britannico David Cameron anche lui a Riad. “Al movimento islamista palestinese è stata fatta un’offerta molto generosa di un cessate il fuoco di 40 giorni e del rilascio di migliaia di prigionieri palestinesi in cambio della liberazione di questi ostaggi”, ha dichiarato Cameron alla riunione del World Economic Forum.

Fonte: Today

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