La controversa preghiera di dodici vescovi cattolici nello Studio Ovale con Trump
Dodici vescovi cattolici si sono riuniti con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump nello Studio Ovale, due settimane prima delle elezioni di midterm. L’incontro, ripreso in un video condiviso dalla Casa Bianca, ha suscitato polemiche, con la portavoce Taylor Rogers che ha dichiarato al National Catholic Reporter: «Non c’è mai stato un presidente più grandioso per i cattolici americani», riporta Attuale.
Tuttavia, la Conferenza dei vescovi americani ha preso le distanze dall’evento, affermando di non essere stata informata dell’incontro. Tre vescovi hanno denunciato la «manipolazione» dell’incontro, descritto come una «photo opportunity politica». James Golka di Denver ha dichiarato di avere il «cuore spezzato», sottolineando che non era sua intenzione esprimere un sostegno; Jeffrey Grob di Milwaukee ha espresso «profonda tristezza» per essere stati messi in una posizione del genere, e William Joensen di Des Moines ha rilevato che «molte scelte di questa amministrazione» sono «chiaramente in contrasto con la nostra fede cattolica».
L’incontro è stato organizzato da un rappresentante del think tank conservatore Heritage Foundation, con l’intento di discutere temi come «immigrazione, visti per religiosi e dignità umana» e la possibilità di pregare privatamente con il presidente. Dopo un incontro di 90 minuti con lo staff, i vescovi sono stati invitati nello Studio Ovale, dove hanno ricevuto gadget e sono stati posizionati intorno a Trump per pregare, ignari della registrazione video.
Nel frattempo, i sondaggi del Pew Center hanno rivelato un crollo del consenso nei confronti di Trump tra i cattolici americani, sceso dal 47% al 30%, con una perdita ancora più marcata tra i cattolici bianchi (dal 59 al 39%) e tra gli ispanici (dal 31% al 18%). Le ragioni comprendono la gestione dell’immigrazione, particolarmente controversa tra la popolazione ispanica, la situazione economica, la guerra in Iran e il conflitto con il Papa.