Roma, 14 ottobre 2026 – Due minorenni, di 16 e 17 anni, hanno ammesso le sei aggressioni avvenute a Roma, come parte delle indagini sulla banda della minicar. I ragazzi sono stati rintracciati dai carabinieri e dagli agenti della polizia locale grazie a indagini coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dal pm Ambrogio Cassiani. Il presunto conducente della minicar nera è il figlio di un carabiniere e risiede a Monteverde, mentre il suo complice abita a Testaccio. Il fascicolo, aperto a piazzale Clodio per tentato omicidio, è stato trasmesso alla procura dei minorenni, riporta Attuale.
La minicar sequestrata e la confessione
I carabinieri della compagnia di Roma San Pietro e gli agenti della polizia locale di Roma Capitale, coordinati dalla procura della Repubblica di Roma, hanno sequestrato una minicar che corrisponde per caratteristiche a quella utilizzata nelle aggressioni del 4 e 5 ottobre, eventi che hanno portato al grave ferimento dell’attore Davide Iacopini, attualmente ricoverato con prognosi riservata. I due denunciati, identificati come conducente e passeggero, sono stati ascoltati in caserma dal pm della procura di Roma e hanno ammesso i fatti.
L’app di localizzazione e la testimonianza chiave
I movimenti dei minorenni reoconfessi sono stati ricostruiti anche grazie all’applicazione installata sul cellulare di uno dei due, che consente di localizzare da remoto i dispositivi, una funzione comunemente usata dai genitori per monitorare i figli. Cruciale si è rivelata anche la testimonianza di un meccanico, il quale ha dichiarato di aver installato su una minicar alcuni led, una luce rossa sulla targa e adesivi, uno dei quali raffigura un serpente, che corrispondono alle caratteristiche dell’auto ricercata. Uno dei due festeggiava il compleanno tra il 4 e il 5 ottobre, periodo in cui si sono verificate le aggressioni.