Nuove rivelazioni sui legami tra Ehud Barak e Jeffrey Epstein
L’ex premier israeliano Ehud Barak ha sostenuto legami istituzionali con Jeffrey Epstein, come emerge da un’analisi condotta da Drop Site su un ampio corpus di email pubblicate dal Dipartimento di Giustizia. L’intensa frequentazione tra i due è ben nota, ma i dettagli emersi sugli incontri tra Barak e Epstein gettano nuova luce su questi rapporti, riporta Attuale.
Tra il 2016 e il 2017, Barak e sua moglie Nili Priel hanno soggiornato ripetutamente in un appartamento a New York, situato al 301 East 66th Street, di proprietà di una società legata a Mark Epstein e gestito da Jeffrey Epstein. Poiché gli ex premier israeliani beneficiano di un sistema di protezione statale, l’abitazione usata dai coniugi Barak era dotata di sistemi di sorveglianza sotto la supervisione di Rafi Shlomo, all’epoca direttore della sicurezza per la missione permanente di Israele presso l’ONU.
I documenti di Epstein contengono corrispondenza tra il personale di Shlomo e quello di Epstein riguardo all’installazione di attrezzature di sicurezza, come videosorveglianza e sensori. In una email del 2016, Lesley Groff, assistente di Epstein, scrive all’assistente di Barak che “Jeffrey non ha problemi” se si effettuano modifiche all’appartamento, come forare i muri.
In seguito, un’altra comunicazione ha fornito un elenco di nomi e documenti d’identità di persone che avrebbero avuto accesso all’appartamento, come il personale addetto alle pulizie. Inoltre, si è concordato un incontro nell’ufficio di Shlomo per discutere l’andirivieni del personale di servizio.
Shlomo ha gestito il sistema di protezione fino a novembre 2017, quando è stato sostituito. Anche Yoni Koren, un alto funzionario del Ministero della Difesa israeliano e collaboratore di Barak, ha frequentemente soggiornato nell’appartamento e vi si trovava quando Epstein è stato arrestato nel 2019.
Da tempo circolano speculazioni riguardo a possibili legami tra Epstein e diversi servizi di intelligence, inclusi quelli israeliani, alimentate da quel dibattito che ha preso piede in seguito alla pubblicazione dei file di Epstein, che contengono informazioni verificate, contraddittorie e una certa ambiguità nei messaggi informali.
Benjamin Netanyahu ha recentemente commentato su X che i “rapporti insolitamente stretti” tra Barak ed Epstein “indeboliscono l’ipotesi” di una collusione tra Epstein e Israele. Egli ha sottolineato come Barak, dopo la sua sconfitta elettorale di oltre vent’anni fa, abbia continuato a cercare di “indebolire la democrazia israeliana”. Tuttavia, sembra che la sorveglianza israeliana all’interno dell’appartamento fosse una semplice attuazione del protocollo di protezione per gli ex premier.