Elezioni in Moldavia, europeisti in vantaggio nonostante le minacce di Mosca

28.09.2025 21:45
Elezioni in Moldavia, europeisti in vantaggio nonostante le minacce di Mosca

Risultati elettorali in Moldavia: tensioni tra Europeisti e Filo-russi

Le elezioni legislative in Moldavia si sono svolte domenica 28 settembre, caratterizzate da un clima di tensione dovuto alle minacce di Mosca. Con il 28% dei voti scrutinati, il partito Azione e Solidarietà (Pas) della presidente europeista Maia Sandu è in cima ai risultati con il 40%.

Il Blocco patriottico, un’alleanza di forze d’opposizione filo-russe guidata dall’ex presidente Igor Dodon, ha raccolto il 31,5%. L’esito del voto rimane incerto, con lo spoglio che continuerà per tutta la serata e i voti della diaspora, tradizionalmente favorevoli all’Europa, che saranno determinanti.

Il contesto politico è caratterizzato da una chiara minaccia proveniente da Mosca; Sergey Mironov, presidente di Russia Giusta, ha dichiarato che «la Russia non tollererà un avamposto Nato in Moldavia». La Moldavia, nonostante gli sforzi europei, rimane un punto di interesse strategico, essendo confinante con l’Ucraina e ospitando la Repubblica di Transnistria, riconosciuta solo da Mosca come entità autonoma.

I tentativi di influenzare il voto non sono inediti; segnalazioni recenti indicano brogli e attività di propaganda gestite da clerici ortodossi russofili. L’assenza di un sostegno economico significativo da parte dell’Unione Europea rende la situazione ancor più complessa, alimentando il ritorno a sentimenti nostalgici verso il passato sovietico tra una popolazione già provata dalla miseria.

Al di fuori della capitale Chisinau, la realtà racconta di un Paese in cui i legami con il passato sono forti e palpabili. Le elezioni di domenica, indipendentemente dall’esito, evidenziano la necessità urgente di interventi economici per evitare che la Moldavia continui a dividere il suo futuro tra oriente e occidente, riporta Attuale.

1 Comments

  1. Ma che situazione complicata! In Moldavia sembra che la gente sia veramente divisa tra orientamento filorusso e voglia di avvicinarsi all’Europa. È strano pensare che, nonostante le pressioni esterne, ci siano così tanti voti per l’ex presidente Dodon. Mi chiedo se l’Europa sia pronta ad aiutare concretamente… Altrimenti, il rischio di un retrocesso verso il passato è alto.

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