Elezioni anticipate in Serbia: seggi affollati e tensioni politiche
Lunghe code e affluenza record si registrano in Serbia, dove si svolgono le elezioni parlamentari anticipate che potrebbero segnare la fine del lungo dominio politico di Aleksandar Vucic, in carica da 14 anni. Alle ore 9, l’affluenza era già del 12%, un dato significativamente superiore al 5,6% delle elezioni del 2023, con migliaia di cittadini in attesa di votare sin dalle prime ore del mattino, anche all’estero, da Los Angeles a Toronto, riporta Attuale.
Il principale avversario del Partito progressista serbo (SNS) di Vucic è la Lista studentesca, emersa dal movimento di protesta che ha animato il paese negli ultimi due anni. Le manifestazioni erano iniziate nel novembre 2024, in seguito al crollo della pensilina della stazione di Novi Sad, un tragico evento che ha causato 16 morti, diventando simbolo della corruzione che affligge il paese e delle responsabilità delle autorità. Da quel momento, centinaia di migliaia di cittadini hanno partecipato alle proteste, la più grande mobilitazione dal crollo del regime di Slobodan Milosevic nel 2000.
Il movimento studentesco ha ora preso forma come una forza politica, raccogliendo candidati provenienti dalla società civile, docenti universitari, artisti e agricoltori, tutti uniti nell’obiettivo di porre fine al dominio del SNS. Vucic, 56 anni, ha recentemente lasciato la presidenza per concentrarsi sulla carica di primo ministro e ha condotto una campagna incentrata sulla stabilità e sulla crescita economica, accusando gli oppositori di voler portare il paese al caos. Sondaggi recenti mostrano una competizione serrata, con un’indagine Ipsos che attribuisce al partito di Vucic un vantaggio del 47% rispetto al 40% della Lista studentesca; tuttavia, altre ricerche indicano un possibile vantaggio per l’opposizione, e un’elevata affluenza potrebbe favorire i dissidenti.
“Se perderemo, accetteremo la volontà degli elettori. Se vinceremo, nessuno potrà portarci via la vittoria”, ha dichiarato Vucic dopo aver votato, attendendo quasi due ore in fila. Tuttavia, ventiquattro organizzazioni non governative hanno espresso preoccupazioni riguardo all’assenza di condizioni necessarie per elezioni libere ed eque, alimentando timori di possibili incidenti e contestazioni dei risultati. Circa 6,5 milioni di elettori sono stati chiamati a scegliere 250 deputati tra 18 liste. I seggi chiuderanno alle 20, con i primi risultati attesi in serata, e per la prima volta dopo oltre un decennio, un’alternanza al potere sembra possibile.