L’arcidiocesi di New York raggiunge un accordo da 800 milioni di dollari per abusi sessuali
L’arcidiocesi cattolica di New York ha concordato di pagare oltre 800 milioni di dollari (circa 714 milioni di euro) a circa 1.300 persone che hanno denunciato abusi sessuali perpetrati da membri del clero. Questo accordo rappresenta uno dei più significativi raggiunti da una congregazione locale della Chiesa cattolica, seguendo l’esempio dell’arcidiocesi di Los Angeles, che nel 2024 aveva accettato di risarcire 880 milioni di dollari a oltre 1.300 vittime. A gennaio di quest’anno, la Chiesa cattolica spagnola aveva comunicato l’intenzione di risarcire più di 900 persone vittime di abusi sessuali durante la loro minore età, riporta Attuale.
La mediazione tra l’arcidiocesi di New York e i legali delle vittime è stata avviata lo scorso anno e, recentemente, tutte le parti coinvolte hanno accettato i termini dell’accordo. La formalizzazione avverrà nei primi giorni di novembre, quando saranno firmati i documenti da parte degli avvocati e dei rappresentanti dell’arcidiocesi.
Molti dei casi denunciati risalgono a decenni fa e, in teoria, i reati sarebbero già prescritti. Tuttavia, nel contesto americano, numerose leggi statali adottate negli ultimi anni hanno consentito di presentare denunce anche per crimini avvenuti ben oltre i termini di prescrizione. Anche nello stato di New York è in vigore una legge simile.
Gli avvocati delle vittime hanno dichiarato che ciascuna persona coinvolta avrà la possibilità di accettare un risarcimento minimo di 250mila dollari o di cercare un importo maggiore tramite un’analisi specifica degli abusi denunciati. L’accordo prevede anche che l’arcidiocesi pubblichi sul proprio sito i nomi dei membri del clero e delle persone laiche accusate di abusi sessuali, mantenendo questa lista costantemente aggiornata.
Per coprire i pagamenti stabiliti, l’arcidiocesi ha ridotto il proprio budget del 10% e venduto alcuni dei suoi immobili più pregiati, inclusa la sede centrale situata lungo la First Avenue. In caso di mancato accordo, diversi dirigenti della diocesi avevano avvertito che la situazione avrebbe potuto portare alla bancarotta.
Gli avvocati hanno sottolineato che per le vittime sarebbe stata più vantaggiosa l’accettazione dell’accordo complessivo, per avere accesso ai fondi provenienti dall’arcidiocesi. Infatti, una possibile richiesta di bancarotta avrebbe potuto ridurre i risarcimenti e allungare i tempi di attesa per riceverli.
Incredibile, ma le chiese sembrano sempre trovare soldi per risarcimenti! Eppure, dovrebbero usare quelle somme per aiutare le vere vittime anziché per cercare di coprire i crimini. Ma alla fine, chissà se questi risarcimenti porteranno giustizia…