Elezioni nelle Marche: prova per le coalizioni con voto oggi e domani

28.09.2025 09:45
Elezioni nelle Marche: prova per le coalizioni con voto oggi e domani

Aspettative delle elezioni regionali nelle Marche

Roma, 28 settembre 2025 – Già erano le prove di qualifica in vista delle politiche del 2027. Sulla scorta però dagli insondabili riflessi della crisi umanitaria a Gaza, sui consensi agli schieramenti nazionali e persino sul voto locale, le elezioni regionali di autunno stanno diventando le forche caudine per le coalizioni di centrodestra e centrosinistra. A cominciare dalle Marche, che andranno alle urne oggi e domani mattina. Un milione e 300mila aventi diritto di cui nel 2020 hanno votato meno di 800mila, riporta Attuale.

Il conto è presto fatto. A parte la Val d’Aosta al voto oggi, dove sarà il consiglio a scegliere la o il presidente, allo stato attuale le sei regioni al voto sono parimente spartite: Marche, Calabria e Veneto sono governate dal centrodestra; Toscana, Puglia e Campania dal centrosinistra.

L’eventuale cambiamento di colore di un’amministrazione potrebbe perciò assumere una rilevanza politica e mediatica significativa, anche se non sostanziale. I governi regionali sono d’altronde diventati mandatari soprattutto della gestione del sistema sanitario, con tutte le dinamiche di consenso che ne conseguono. È il caso appunto delle Marche e della Calabria, al voto la prossima settimana. Nelle prime il dem Matteo Ricci sfida il governatore di FdI Francesco Acquaroli. Nella seconda il 5 stelle Pasquale Tridico contende la riconferma dell’azzurro Roberto Occhiuto. Due sfide che partono in salita per il centrosinistra. Ma centrarne solo una scombinerebbe sicuramente il quadro bloccato delle altre elezioni in Toscana, Campania e Puglia per il centrosinistra e Veneto per il centrodestra.

La piccola marca (dal longobardo “territorio di confine”) tra Romagna a nord, Toscana e Umbria a ovest, Lazio e Abruzzo a sud è diventata l’ago della bilancia di queste regionali. Conquistata nel 2020 dal fratello d’Italia Acquaroli, la Regione è considerata contendibile in ragione soprattutto dei problemi di gestione del sistema sanitario. L’ex sindaco di Pesaro ed eurodeputato Ricci ha tallonato per tutta la campagna elettorale il governatore sempre in vantaggio, senza mai demordere alla sfida in una Regione sostanzialmente divisa in due tra il nord più di centrosinistra e il sud più di centrodestra. E portando al centro della contesa non solo i temi relativi all’amministrazione locale e la gestione del sistema sanitario, ma anche la solidarietà nei riguardi della crisi umanitaria a Gaza, che per la prima volta ha messo in crisi il rapporto di consenso tra la premier Giorgia Meloni e il corpo elettorale, catalizzando e unendo al contempo il popolo del centrosinistra più di quanto i partiti non siano mai riusciti a fare sulla politica.

La dimostrazione dell’importanza del voto marchigiano è attestata dal fatto che tutte e tutti i leader delle coalizioni hanno partecipato alla campagna elettorale. Dato l’esito scontato delle altre partite, la sfida di Ricci ad Acquaroli è quella che più preoccupa il centrodestra e fa sperare il centrosinistra. Persino troppo, secondo le voci più caute e critiche interne al Pd: scettiche rispetto all’idea di sopravvalutare la Regione rispetto alle questioni nazionali e anche a di investire il voto locale di vicende come la solidarietà nei riguardi della crisi umanitaria a Gaza. Che tuttavia sta davvero complicando la situazione e il consenso per il governo Meloni.

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