Elly Schlein: «L’Europa deve agire, l’alleanza con Conte è forte»

14.08.2025 15:05
Elly Schlein: «L'Europa deve agire, l'alleanza con Conte è forte»

L’intervista al direttore di Adnkronos della segretaria del Pd sottolinea che «Riconoscere la Palestina non è dare ragione ad Hamas». L’incontro tra Trump e Putin, previsto per domani, sarà il primo punto di attenzione da parte del Pd, come afferma la segretaria Elly Schlein, al direttore di Adnkronos Davide Desario in un’intervista pubblicata oggi. Ma oltre alle attualità internazionali, l’agenda del centrosinistra è incentrata su temi importanti da affrontare per le regionali e le elezioni del 2027. «Seguiamo con grande attenzione il vertice: se sarà un passo verso una pace giusta bene, ma servono garanzie concrete, non operazioni di facciata. A quel tavolo ci deve essere anche l’Ucraina, con l’Unione europea al suo fianco. Non è possibile discutere di una pace giusta senza tenere presente il popolo ingiustamente invaso», riporta Attuale.

La critica all’Ue

Secondo la segretaria del Pd, «L’assenza di un’iniziativa politica e diplomatica da parte del governo italiano e dell’Unione europea ha reso difficile creare le condizioni per una pace giusta in favore degli ucraini», osserva la segretaria dem.

Le regionali e l’alleanza con il Movimento 5 stelle

Il discorso si sposta sulle elezioni regionali e sul rapporto con Giuseppe Conte, che ha garantito il suo sostegno a Matteo Ricci nelle Marche. La situazione si complica in Campania e Puglia, tuttavia, la segretaria del Pd pone l’accento sugli aspetti programmatici: «Dopo l’impugnazione da parte del governo della legge toscana sul salario minimo negli appalti, Ricci e la coalizione si impegnano ad introdurre lo stesso provvedimento nelle Marche. Questo sarà un tema cruciale in tutte le regionali». Per quanto riguarda i problemi non risolti? «Le alleanze funzionano quando si fondano su fiducia reciproca e rispetto delle differenze: ciò che conta è avere un progetto comune, un programma condiviso e candidature credibili. La nostra capacità di costruire unità ha portato a vittorie straordinarie con tutte le forze alternative alle destre: faccio riferimento a Genova, Assisi e Ravenna, oltre all’Emilia-Romagna con Michele de Pascale e all’Umbria con Stefania Proietti». Insomma, la «coalizione esiste: ha già ottenuto successi elettorali in diverse tornate. Siamo già attivi in Veneto con Manildo e nelle Marche con Ricci; dall’altra parte, se escludiamo gli uscenti, non hanno ancora candidati. Continueremo a lavorare “testardamente unitari”».

I punti del programma

Tra i punti chiave del programma politico di Schlein vi è l’impegno nei confronti della scuola: «È necessario aumentare gli stipendi degli insegnanti, tra i meno retribuiti d’Europa, e rendere gratuiti i libri di testo, le mense e il trasporto pubblico locale. Con 500 milioni, in una manovra da 20 miliardi, ciò è realizzabile. Invece, hanno tagliato 6.000 posti di lavoro per docenti». Sul tema della sanità, si propone di «sbloccare il limite alle assunzioni di medici e infermieri per ridurre le liste d’attesa: un limite, che ricordiamo, è stato stabilito quando Meloni era al governo con Berlusconi, mentre io studiavo all’Università. È una questione cruciale: chi ha le risorse economiche riesce a saltare la coda nel privato, mentre chi non ne dispone è costretto a rinunciare alle cure. Gli italiani che hanno rinunciato almeno a una prestazione sono aumentati da 4,5 a 6 milioni tra il 2023 e il 2024».

Gaza e il riconoscimento della Palestina

In Parlamento, Schlein ha anche sollecitato il riconoscimento dello Stato di Palestina: «Sosteniamo le voci di dissenso in Israele, le mobilitazioni di questi giorni contro il proposito criminale di occupare Gaza, fino allo sciopero generale indetto dai familiari degli ostaggi. È necessario esercitare pressione usando tutti gli strumenti: sanzioni per il governo Netanyahu e i suoi ministri, sospenderne gli accordi di collaborazione Ue-Israele, fermare il memorandum d’intesa militare tra i nostri paesi. E deve avvenire subito il riconoscimento dello Stato di Palestina, come hanno fatto Spagna, Norvegia e Irlanda, e come hanno già annunciato Francia e Regno Unito. Chiediamo il riconoscimento della Palestina perché è giusto e perché è necessario per dare vita alla prospettiva di due popoli e due Stati, che il governo israeliano e Hamas non vogliono. Gli interlocutori in Palestina ci sono e non sono Hamas: bisogna inviare segnali chiaramente in questa direzione». Infine, la sua conclusione verso il 2027: «Non siamo condannati a un governo ideologico che riduce il sostegno a sanità, scuola e lavoro. Abbiamo cinque priorità che affrontano le necessità materiali degli italiani: sanità pubblica; istruzione, università e ricerca; lavoro dignitoso; politiche industriali per le trasformazioni digitale ed ecologica; diritti civili e sociali, incluso il diritto alla casa, con un numero crescente di cittadini che non riescono a pagare affitti né ottenere mutui».

1 Comment

  1. Ma dai, che situazione complicata! Riconoscere la Palestina è fondamentale, ma la politica estera dell’Italia sembra sempre indirizzata in modo errato. La gente ha bisogno di concretezza e non di chiacchiere vuote. E per quanto riguarda le regionali, speriamo che riescano a mettere da parte le divisioni e lavorare insieme per il bene del paese. Non possiamo continuare così!

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