Emergenza psichiatrica: bambini e ragazzi in ospedale in Italia
Roma, 31 agosto 2025 – Un aumento allarmante dei casi di emergenza psichiatrica in Italia ha portato alla ricoverazione di bambini e bambine, anche di 10-11 anni, in ospedale. Questo fenomeno, silenzioso ma crescente, sta generando preoccupazione tra gli esperti. Lino Nobili, responsabile della Neuropsichiatria Infantile al Gaslini di Genova, sottolinea che tra i pazienti più giovani, un numero crescente è ricoverato per disturbi alimentari. Tra il 2018 e il 2024, gli accessi al pronto soccorso per patologie psichiatriche nei giovanissimi sono quadruplicati, incluso un incremento nelle condotte autolesionistiche. Il problema è sia nazionale che internazionale, con evidenti carenze nel numero di posti letto disponibili, e richiede un’attenzione particolare alla prevenzione e alla diagnosi precoce, con un approccio di squadra che coinvolga psichiatri, psicologi e professionisti qualificati, riporta Attuale.
Il rapporto Istat 2025 evidenza un significativo deterioramento della salute mentale tra i giovani. I dati mostrano che il 28% degli italiani soffre di disturbi mentali, una percentuale crescente rispetto all’anno precedente, con la depressione che si posiziona come il secondo disturbo più comune dopo la schizofrenia. Questo porta a un alto costo sociale, con una significativa perdita di ore di lavoro. Enrico Zanalda, presidente della Società italiana di psichiatria forense, evidenzia come tali condizioni spesso si accompagnino a sintomi d’ansia, creando un pesante fardello nella vita quotidiana.
Il dottor Nobili avverte che i ragazzi mostrano una crescente fragilità psicologica, con un rapido esordio di disturbi a partire dall’età di 10-11 anni. I neuropsichiatri infantili di tutta Italia denunciano la mancanza di posti letto adeguati: nel 2022 erano disponibili solo 403 posti, mentre ne servirebbero oltre 700. Questa scarsa disponibilità ha conseguenze significative, poiché il 10% dei ricoveri minorili avviene in reparti per adulti, con percentuali che variano dal 43% al 71% in alcune regioni.
In aggiunta, i neuropsichiatri affermano che è vitale affrontare questi problemi non solo aumentando i posti letto, ma anche migliorando le strutture e il servizio di diagnosi, che attualmente soffre di lunghe liste d’attesa. Il documento redatto dai responsabili delle Unità operative di 28 ospedali evidenzia la necessità di una collaborazione più forte tra psichiatri e scuole, per raggiungere una diagnosi precoce e una gestione efficace dei pazienti. Nobili sottolinea che è fondamentale lavorare sul territorio per garantire un servizio migliore e per prevenire le crisi, che troppo spesso portano a ricoveri tardivi.
La riflessione si fa ancor più profonda alla luce delle difficoltà che i giovani affrontano oggi, in un contesto di crescente pressione sociale e aspettative elevate, accentuate dall’uso dei social network. Zanalda richiama l’attenzione sulla situazione occupazionale di coloro che soffrono di disturbi mentali, che presenta un quadro allarmante, con una gestione inefficace di persone con patologie mentali in contesti non idonei, come le carceri.
Con un impegno congiunto e una visione a lungo termine, è possibile intraprendere un cammino verso un miglioramento della salute mentale in Italia, non solo per i più giovani, ma per tutta la popolazione, in modo da prevenire ulteriori crisi e garantire un futuro più sano e sostenibile. La crisi della salute mentale rappresenta una delle sfide più urgenti del nostro tempo.