Milano, 2 gennaio 2026 – Le luci degli elicotteri si fanno notare sopra l’ospedale Niguarda di Milano, mentre l’arrivo di pazienti segnala un tragico evento avvenuto in Svizzera. Sono stati trasportati in ospedale G.G., sedici anni di Milano, M.M., coetaneo di Roma, ed E.P., 29 anni di Cattolica. Tuttavia, Leonardo, quindici anni, è ancora irreperibile dopo la tragedia in un bar di Crans Montana, mentre suo fratello Mattia, 23 anni, ha fatto il possibile per trovarlo, un sentimento condiviso dai genitori ancora in Svizzera: “Siamo disperati, vogliamo solo trovarlo”, riporta Attuale.
L’arrivo nel pomeriggio
Tre elicotteri dell’Areu, l’agenzia lombarda dell’emergenza urgenza, sono atterrati in meno di un’ora, tra le 18.45 e le 19.45, sul tetto del Dea, il dipartimento emergenza-urgenza dell’ospedale, che include il centro ustioni, il più importante del Nord Italia, recentemente ristrutturato per le Olimpiadi invernali. Con 12 posti letto, che possono essere ampliate fino a 19 in caso di maxiemergenze, il Niguarda era pronto per l’emergenza che ha colpito l’ospedale svizzero.
“Abbiamo richiamato i colleghi”
“Abbiamo richiamato i colleghi in servizio – spiega il primario Franz Wilhelm Baruffaldi Preis – e creato una burn unit, composta da un rianimatore, un chirurgo plastico e un infermiere esperto nella medicazione delle ustioni, che è partita per andare a verificare le condizioni dei nostri connazionali nei vari ospedali”.
A Zurigo c’è anche una ragazza in coma mentre a Berna c’è un altro ragazzo italiano “ma loro non sono trasportabili al momento”, spiega l’assessore lombardo al Welfare Guido Bertolaso, il quale ha offerto aiuto della sanità lombarda “per pazienti di qualsiasi nazionalità” attraverso la Protezione civile nazionale, inviando un team di psicologi per sostenere i feriti e le famiglie delle vittime.
Il volo da Sion
I tre ragazzi ricoverati al Niguarda, trasportati dall’ospedale di Sion, sono stati intubati e portati nella shock room. La prognosi è riservata poiché molto dipende dall’evoluzione nelle prossime ore; uno di loro presenta ustioni su una maggiore percentuale rispetto al 30/40% preannunciato, mentre gli altri due hanno riportato danni minori, con uno di loro che ha anche inalato i fumi dell’incendio.
Diversi letti a disposizione
“Speriamo di poterlo estubare nelle prossime ore”, spiegano Baruffaldi Preis e Filippo Galbiati, il primario del pronto soccorso del Niguarda, dove le sale operatorie hanno curato anche un adulto rimasto gravemente ferito in patria. “Abbiamo messo a disposizione diversi posti letto in Terapia intensiva e Grandi ustioni – spiega Galbiati – e abbiamo recuperato personale aggiuntivo, che si è presentato in pronto soccorso e nei reparti per accogliere i feriti. La valutazione iniziale dei tre pazienti è avvenuta nella shock room del pronto soccorso, essenziale per identificare il livello di gravità delle ustioni e dei traumi. Abbiamo anche attivato un team di psicologi per supportare le famiglie che giungono in ospedale”, conclude Galbiati.
Un ustionato trasferito a Padova
A cercare chi è presente, ci sono anche chi non si sa se c’è, dato che le informazioni dalla Svizzera sono sporadiche. È noto che un altro ustionato è stato trasferito a Padova, e vi è un crescente timore che ci siano altri giovani necessitanti di cure negli ospedali svizzeri coinvolti nella tragedia di Crans Montana. “Noi siamo pronti ad accoglierli – conclude Preis – e anche gli specializzandi della scuola di Chirurgia plastica si sono offerti per medicare le ustioni”.