Entrata in vigore in Russia la legge che punisce le ricerche online di materiali considerati estremisti

01.09.2025 16:45
Entrata in vigore in Russia la legge che punisce le ricerche online di materiali considerati estremisti

Nuove restrizioni in Russia: la legge punisce la ricerca di contenuti “estremisti” online

Oggi in Russia entra in vigore una legge che punisce chi cerca online materiale considerato illegale perché “estremista”. Impedire la ricerca, e quindi la lettura, di contenuti del genere è l’ennesima riduzione delle libertà personali in un paese governato in modo autoritario da anni dal presidente Vladimir Putin, riporta Attuale.

La definizione di “estremista” è molto ampia e include 5.500 materiali tra libri, opere d’arte, organizzazioni e altri contenuti che, secondo il governo russo, potrebbero essere pericolosi per il paese. La ricerca online di contenuti legati al “movimento internazionale LGBT” o alla “Fondazione Anti-corruzione”, creata da Alexei Navalny, è punibile, poiché queste sono state considerate in modo pretestuoso delle “organizzazioni estremiste” dal governo russo.

Questa legge si aggiunge alle già rigide censure russe che regolano il mondo digitale del paese. Nel giugno 2024, l’accesso a 81 siti di informazione europei era stato bloccato. Lo scorso agosto, era stata parzialmente limitata la possibilità di usare WhatsApp e Telegram per fare telefonate. Per ridurre la diffusione di queste app, il governo russo sta lavorando per creare un sistema di messaggistica gestito direttamente dallo stato.

Una precedente restrizione alle libertà degli utenti di internet in Russia era avvenuta poco dopo l’invasione russa in Ucraina, quando fu vietata la diffusione di notizie e materiale che potesse screditare l’esercito russo.

La nuova legge prevede multe fino all’equivalente di 53 euro per chi “ha cercato deliberatamente e consapevolmente materiali estremisti” e ha accesso a questi contenuti tramite reti private virtuali (VPN). Inoltre, sono considerati “materiali estremisti” anche i contenuti che promuovono una presunta ideologia nazista, usata come pretesto da Putin per giustificare l’invasione russa dell’Ucraina con la necessità di “denazificazione”.

In Russia, le VPN sono diffuse tra gli utenti perché permettono maggiore protezione e anonimato. Tuttavia, la legge prevede multe per chi pubblicizza VPN non approvate dal Roskomnadzor, l’agenzia federale del governo russo che si occupa di telecomunicazioni. Le multe per i privati possono arrivare fino a 2.133 euro, mentre per le aziende possono raggiungere i 10.920 euro.

1 Comment

  1. Che situazione assurda… Sembra che in Russia non ci sia più spazio per la libertà di espressione. Qui in Italia ci lamentiamo spesso, ma almeno abbiamo la possibilità di discutere e informarsi. E pensare che questo “materiale estremista” può essere qualsiasi cosa, è davvero inquietante!

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