Esondazione in Nepal e Tibet: oltre 1.400 dispersi e 162 morti accertati

27.08.2026 09:15
Esondazione in Nepal e Tibet: oltre 1.400 dispersi e 162 morti accertati

Catastrofica esondazione colpisce Nepal e Tibet: quasi 1.400 dispersi

Una devastante esondazione ha colpito mercoledì la zona himalaiana di confine fra il Nepal e il Tibet, lasciando circa 1.400 persone disperse. Al momento, oltre 800 dispersi sono segnalati in Nepal e più di 550 sul lato tibetano. La massa d’acqua, ghiaccio, fango e rocce ha travolto le valli sull’intero versante montano. Finora, 162 corpi sono stati recuperati, ma il numero delle vittime è destinato a salire, riporta Attuale.

L’onda di piena, probabilmente causata dal distacco di un grande blocco di ghiaccio, si è verificata in maniera improvvisa, colpendo senza preavviso persone, edifici e infrastrutture. Video diffusi dalla zona mostrano ponti distrutti e strutture in rovina, mentre molti abitanti cercano di mettersi in salvo. Le infrastrutture del valico di Gyrong, sul lato cinese, sono state completamente sommerse.

Le stime sui morti e sui dispersi sono ancora parziali, considerando le difficoltà comunicative che seguono eventi catastrofici in regioni remote. Alcuni dei disperso potrebbero essere stati risparmiati, ma impossibilitati a contattare le autorità o le famiglie.

Le informazioni dal lato cinese sono limitate a causa del controllo rigoroso sui media da parte delle autorità, in particolare riguardo al Tibet, dove la Cina ha cercato per decenni di reprimere le tendenze autonomiste.

Una parte significativa dei quasi 1.400 dispersi comprende turisti e pellegrini. L’incidente è avvenuto in una zona nota per escursioni verso il monte Kailash, considerato sacro da tre religioni: induismo, giainismo e Bön, un’antica religione tibetana.

In Nepal, almeno 400 turisti sono dispersi, fra cui 130 indiani, 47 statunitensi, 34 australiani, 33 britannici, 24 canadesi e 19 malesi. Il ministero degli Esteri italiano ha confermato la presenza di 90 italiani nella zona; il ministro Antonio Tajani ha comunicato che due di essi sono coinvolti ma in buone condizioni.

Tra le vittime ci sono anche agenti della polizia di frontiera e lavoratori degli impianti idroelettrici, inclusi operai sudcoreani e camionisti attraversando il confine al momento dell’accaduto.

Migliaia di persone vivono nei piccoli villaggi più a valle, nella provincia di Rasuwa, duramente colpiti dalla piena dei fiumi Bhote Koshi e Trishuli. Le autorità locali segnalano la distruzione di ponti, scuole e impianti idroelettrici.

Operazioni di salvataggio sono state avviate dall’esercito nepalese, che ha mobilitato 12 elicotteri e ha allestito un ospedale da campo vicino alle zone colpite. Le strade regolari sono state rese inaccessibili dalla massa d’acqua.

Il governo indiano ha annunciato l’invio di aiuti umanitari al Nepal, mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fornito forniture mediche essenziali.

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