Alex Saab: Destinato a testimoniare contro Maduro dopo la “deportazione”
Alex Saab, già ministro e noto alleato di Nicolás Maduro, è stato recentemente deportato dal governo venezuelano, un gesto che potrebbe segnare un cambiamento significativo nei rapporti di potere a Caracas. Questa decisione suggerisce che Saab potrebbe essere stato estradato negli Stati Uniti, dove potrebbe diventare un testimone cruciale nel processo contro l’ex presidente venezuelano, sotto inchiesta per narcotraffico, riporta Attuale.
Il governo venezuelano ha ufficialmente comunicato il “decreto di espulsione” di Saab, citando il coinvolgimento in diverse indagini penali in corso negli Stati Uniti. Nella nota, Saab è descritto semplicemente come “cittadino colombiano”, una scelta che sembra richiamare la legge venezuelana che vieta l’estradizione dei propri cittadini. Tuttavia, le circostanze suggeriscono che Saab si trovi attualmente in un carcere statunitense.
Questo annuncio giunge dopo che, nel 2020, Saab era stato arrestato a Capo Verde e graziato dal presidente Joe Biden nell’ambito di uno scambio di prigionieri. Da allora, Maduro ha cercato con insistenza di riportarlo a casa, ma con l’ascesa di Delcy Rodríguez al potere, la sua influenza e la sua posizione sono sostanzialmente diminuite.
Rodríguez, attualmente presidente ad interim, ha ottenuto appoggi da Washington e ha avviato una serie di negoziazioni che prevedono l’apertura del settore petrolifero e minerario del Venezuela agli investitori americani. Tuttavia, il trasferimento di Saab potrebbe creare frizioni all’interno della coalizione chavista, facendo emergere divisioni e preoccupazioni sull’accettazione di queste concessioni interne.
Le autorità federali statunitensi stanno indagando il ruolo di Saab in un sistema di tangenti collegato a contratti governativi per l’importazione di beni alimentari. Le inchieste sono emerse in seguito a un avviso del Dipartimento di Giustizia nei confronti di Álvaro Pulido, collaboratore di Saab. Quest’ultimo aveva accumulato una fortuna considerevole, ma la sua posizione è crollata in seguito alla cattura di Maduro da parte delle forze statunitensi a gennaio.
Saab, 54 anni, in passato ha collaborato con la Drug Enforcement Administration (DEA) e durante un’udienza riservata, i suoi legali hanno rivelato che ha fornito prova di corruzione riguardante il regime di Maduro, rinunciando a profitti da affari illeciti per oltre 12 milioni di dollari. La sua testimonianza potrebbe alzare ulteriormente il velo sulla corruzione interna e sull’amministrazione del governo venezuelano.
Nonostante le complicazioni legali legate al suo passato, Saab rimane un personaggio centrale nelle dinamiche di potere venezuelano e nel contesto delle relazioni tra Stati Uniti e Venezuela, rappresentando una grossa incognita per il futuro della politica venezuelana.