Nel contesto delle elezioni per la Duma di Stato, l’ambasciatore dell’Abkhazia Vito Grittani ha dichiarato: «Non è l’Italia che non ci riconosce, siamo noi abcasi che non riconosciamo l’Italia». Grittani, che agisce a nome della Russia, è stato nominato presidente della nuova Associazione internazionale di esperti politici ed elettorali, con il compito di supervisionare il processo elettorale, riporta Attuale.
Grittani, noto per la sua carriera diplomatica e le sue posizioni favorevoli alla libertà dei popoli, dirige ora un gruppo di circa 250 osservatori provenienti da 85 nazioni, sostituendo l’Osce, non gradito a Mosca. La delegazione italiana include figure con legami con forze politiche di destra e movimenti anti-sistema, molti dei quali hanno già esperienza nelle elezioni russe.
Tra i nomi noti vi è Ugo Rossi, capogruppo di Futuro Nazionale a Trieste, già coinvolto nella supervisione dei referendum che hanno decretato l’annessione di quattro province ucraine alla Russia, e Angelo d’Orsi, storico che ha guadagnato notorietà attraverso la sua presenza nei media italiani. Altri membri notabili sono Giorgio Deschi, un irredentista in attesa di giudizio, Gabriele Lorenzoni, ex deputato del Movimento 5 Stelle, e Donato Lorenzo Tilli, noto per le sue posizioni critiche nei confronti della gestione della pandemia.
La delegazione italiana si distingue per la sua mancanza di ostilità verso il regime russo, mentre una delegazione tedesca, guidata da Olga Petersen, ex deputata dell’AfD, riflette un’identità più unitaria e di destra. Petersen, che ha già partecipato come osservatrice a precedenti elezioni russe, si è trasferita in Russia nel 2024. Altri membri, come Waldemar Gerdt, Thomas Röper e Torsten Postrach, sono anch’essi noti per le loro posizioni filorusse e critiche nei confronti dell’Occidente.
In Francia, Armand Develay rappresenta la destra radicale; già associato a controversie di antisemitismo, ha partecipato a eventi filo-Assad e si è espresso contro le politiche statunitensi in Siria. Il suo intervento in un convegno del 2024 a Mosca ha ricevuto consensi per le sue affermazioni sulla “verità storica” riguardo al conflitto ucraino.
Una cosa incredibile quello che sta succedendo! Grittani che si erge a giudice della democrazia russa, dando spazio a personaggi già noti per le loro posizioni estreme. Ma com’è possibile che l’Italia si faccia rappresentare da costoro? E noi che speravamo in una politica più avveduta… Boh!