Ferrari (Bending Spoons): “Rivisitiamo il Talenti e costruiamo insieme il gigante tecnologico assente in Italia” Perché chi denuncia il co…

16.06.2025 07:36
Ferrari (Bending Spoons): "Rivisitiamo il Talenti e costruiamo insieme il gigante tecnologico assente in Italia" Perché chi denuncia il co...

Un’azienda italiana che ha letteralmente sfidato le convenzioni, Bending Spoons, ha avviato il proprio percorso a Copenaghen ben dodici anni fa. I suoi cinque fondatori, spinti dalla visione di un futuro radioso, hanno deciso di riportare il progetto in Italia. Recentemente, Moneta ha incontrato Luca Ferrari, co-fondatore e CEO di questa compagnia tecnologica dal valore di circa 5 miliardi di dollari, che dirige marchi di successo come Evernote, Komoot, Meetup, Remini, StreamYard e WeTransfer, riporta Attuale.

Cosa vi ha spinto a scegliere l’Italia come sede?
«La nostra motivazione fondamentale è stata dimostrare che è possibile costruire un’azienda di rilevanza globale anche dall’Italia. Aspiravamo a ispirare altri a intraprendere la strada dell’imprenditorialità, contribuendo così a far crescere il tessuto tecnologico e culturale del Paese. In Italia ci sono moltissimi giovani talentuosi che desiderano avere un impatto, ma spesso mancano le giuste opportunità. Cerchiamo di offrire loro uno spazio in cui possano realizzarsi e sentirsi parte di qualcosa di straordinario».

Hai fondato la tua prima startup a soli 25 anni. Che consiglio daresti ai giovani imprenditori che credono che l’Italia non possa offrirgli possibilità?
«Contrariamente a quanto si pensa, in Italia ci sono molte più opportunità di quanto si immagini, più rispetto a vari altri Paesi. Spesso si guarda solo agli Stati Uniti, dove esistono storie di successo, dimenticando le numerose difficoltà che emergono. L’imprenditorialità americana non garantisce automaticamente il successo; in effetti, la competizione è talmente elevata che può risultare perfino più complesso potersi affermare».

Parlando delle difficoltà nel fare impresa in Italia, potremmo focalizzarci anche sugli aspetti positivi.
«Nel nostro Paese ci sono tantissimi giovani proattivi, pronti a mettersi in gioco e prendere responsabilità. Tuttavia, le occasioni di crescita concreta scarseggiano. Se presentiamo un progetto ambizioso e solido, come stiamo facendo con Bending Spoons, possiamo attrarre molti di questi talenti e creare qualcosa di straordinario insieme».

Hai dichiarato di voler rendere la tua azienda una delle principali nel panorama globale. A che punto siamo in questo percorso?
«Miriamo a far diventare Bending Spoons una delle aziende più rispettate della nostra generazione su scala globale. Siamo ancora in fase iniziale rispetto a questa ambizione, ma siamo determinati a fare tutto il possibile per arrivarci».

I vostri dipendenti sono noti come “Spooners” e la vostra azienda è considerata uno dei migliori posti in cui lavorare. Vuoi essere un modello per altri?
«Assolutamente. Crediamo ci sia ampio spazio per migliorare il panorama lavorativo in Italia. Apostiamo su una cultura aziendale che offre grande libertà e supporto, elevando le aspettative reciproche e assegnando responsabilità significative a chi le merita, senza preoccuparsi di età o curriculum. Ci impegniamo anche a offrire retribuzioni altamente competitive in base al talento».

La vostra redditività è notevole, raggiungendo circa il 50% dei ricavi. Come riuscite a mantenere questi livelli?
«Il nostro successo si deve a tre principali vantaggi competivi: un team di talento straordinario, competenze e tecnologie innovative, e una cultura aziendale unica. Questa cultura è incentrata su ambizione, razionalità e lavoro di squadra, tra le altre caratteristiche».

Dal 2024 avete intrapreso un’intensa attività di acquisizione. Quale azienda ha portato i risultati migliori finora?
«WeTransfer sta riscuotendo risultati superiori alle nostre aspettative, mentre Brightcove presenta qualche difficoltà in più, principalmente a causa del suo modello di business che richiede forti competenze nella vendita e nella gestione dei clienti aziendali».

La vostra tabella di marcia prevede un’acquisizione ogni trimestre. Ci saranno altre acquisizioni prima dell’estate?
«La nostra strategia comprende ulteriori acquisizioni, preferibilmente di dimensioni sempre maggiori e più sfidanti. Non possiamo affermare con certezza quando ci sarà la prossima, poiché dipende anche da fattori esterni. Tuttavia, anticipiamo con probabilità un’altra acquisizione prima della stagione estiva».

Quali criteri seguite nel decidere quale azienda acquisire?
«Innanzitutto, cerchiamo aziende con ricavi sostanziali. Quest’anno, come gruppo, supereremo 1,2 miliardi di dollari di fatturato; affinché un’acquisizione abbia un impatto significativo, l’azienda deve avere una certa dimensione. È fondamentale anche prevedere il futuro dell’azienda con un buon margine di certezza. Infine, dobbiamo credere nel nostro potenziale di migliorarla. Senza queste considerazioni, elaborare un’offerta interessante sarebbe difficile».

Quali segmenti di mercato vi interessano?
«Siamo aperti a qualsiasi realtà nel settore digitale, senza preclusioni. La maggior parte dell’attenzione, in termini geografici, è rivolta agli Stati Uniti».

Quali leader ti ispirano? Vedi dei potenziali talenti in Italia capaci di dare vita a nuovi unicorni come Bending?
«Cerco di assorbire e, se possibile, emulare il meglio di ogni persona che incontro, che sia famosa o meno. Ammirando Musk per la sua ambizione e dedizione, Bezos per la chiarezza del pensiero e Buffett per la pazienza e il controllo emotivo. Inoltre, ci sono senza dubbio talenti in Italia in grado di creare imprese straordinarie».

Quando pensate di quotarvi? Preferirete Milano, New York o un misto delle due?
«Tendenzialmente, puntiamo su New York per le valutazioni più elevate e la maggiore liquidità, ma non è escluso un approccio differente».

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere