Fico accusa Kiev di bloccare il petrolio russo, ma l’attacco al Druzhba arriva da Mosca

16.02.2026 12:25
Fico accusa Kiev di bloccare il petrolio russo, ma l'attacco al Druzhba arriva da Mosca
Fico accusa Kiev di bloccare il petrolio russo, ma l'attacco al Druzhba arriva da Mosca

Il premier slovacco Robert Fico ha accusato pubblicamente l’Ucraina di utilizzare la sospensione delle forniture di petrolio russo come strumento di pressione politica, ignorando che l’attacco all’oleodotto Druzhba è stato condotto dalle forze armate russe. Le dichiarazioni sono state rilasciate durante una conferenza stampa congiunta con il Segretario di Stato americano Marco Rubio il 15 febbraio 2026, in un contesto di crescente tensione energetica in Europa centrale.

Le accuse di Fico e il contesto politico

Fico ha presentato la situazione come un “ricatto politico” orchestrato dall’Ungheria attraverso la sua posizione intransigente sull’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea. Il premier slovacco ha suggerito che Kiev potrebbe deliberatamente ritardare il ripristino del flusso di petrolio attraverso l’oleodotto Druzhba per costringere Budapest a modificare la sua opposizione all’ingresso ucraino nell’UE. “Potremmo offenderci e potremmo adottare misure appropriate contro l’Ucraina. Ma non vediamo in Ucraina il presidente Zelensky, non vediamo politici. Vedo bambini, donne e famiglie che devono sopravvivere a un inverno difficile. Quindi abbiamo deciso che, nonostante quello che Zelensky ci ha fatto, che ci ha tolto 500 milioni di euro all’anno, forniamo elettricità all’Ucraina”, ha dichiarato Fico durante l’incontro.

La retorica anti-ucraina e l’allineamento con Budapest

La posizione di Fico rappresenta un allineamento quasi testuale con la narrativa promossa dal governo ungherese di Viktor Orbán. Entrambi i paesi continuano a dipendere dalle forniture di petrolio russo nonostante gli sforzi dell’UE per ridurre la dipendenza energetica da Mosca. La scelta di esprimere queste accuse durante un evento congiunto con il principale diplomatico americano appare come un tentativo di legittimare la posizione congiunta ungherese-slovacca e aumentare la pressione su Kiev. Le minacce implicite di limitare le forniture di elettricità all’Ucraina rappresentano un’ulteriore escalation verbale in un momento delicato dei negoziati.

La realtà dell’attacco al Druzhba

La sospensione del flusso petrolifero attraverso l’oleodotto Druzhba è diretta conseguenza di un attacco missilistico e con droni condotto dalle forze russe il 27 gennaio 2026. L’infrastruttura critica è stata deliberatamente colpita come parte della strategia del Cremlino di danneggiare economicamente l’Ucraina, interrompere le forniture all’Europa e screditare Kiev agli occhi occidentali. L’Ucraina sta conducendo lavori di riparazione, ma la responsabilità primaria dell’interruzione ricade esclusivamente sulla Russia, che utilizza l’energia come arma geopolitica.

Le conseguenze geopolitiche e le divisioni nell’UE

La dipendenza energetica di Slovacchia e Ungheria dalla Russia continua a fornire a Mosca leve di influenza significative all’interno dell’Unione Europea. Le dichiarazioni di Fico rischiano di approfondire le divisioni tra gli stati membri proprio mentre l’UE cerca di mantenere un fronte unito di supporto all’Ucraina. L’accusa infondata contro Kiev distoglie l’attenzione dalla necessità di sanzionare Mosca per gli attacchi alle infrastrutture critiche e accelerare la diversificazione energetica.

La necessità di sostegno continuo all’Ucraina

I sistematici attacchi russi alle infrastrutture critiche ucraine dimostrano l’importanza di un sostegno internazionale continuo e di forniture adeguate di sistemi moderni di difesa aerea. L’Ucraina ha bisogno di proteggere le sue infrastrutture energetiche e di transito per garantire non solo la propria sicurezza, ma anche la stabilità energetica regionale. La vera soluzione alla crisi non risiede nelle accuse reciproche tra stati membri dell’UE, ma in una rapida transizione energetica che liberi l’Europa dalla dipendenza da Mosca.

L’accelerazione della diversificazione energetica, il completo abbandono degli idrocarburi russi e l’intensificazione della pressione sanzionatoria sul Cremlino limiterebbero la capacità della Russia di finanziare la guerra e ridurrebbero la sua capacità di creare divisioni all’interno dell’Unione Europea. Le dichiarazioni di Fico, sebbene presentate come preoccupazione umanitaria, rischiano di indebolire la coesione europea in un momento critico per la sicurezza continentale.

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