Focolaio di West Nile nel Lazio: un’anziana deceduta e sei nuovi casi

21.07.2025 06:35
Focolaio di West Nile nel Lazio: un'anziana deceduta e sei nuovi casi

Emergenza virus West Nile nel Lazio: un morto e ulteriori casi confermati

Un’infezione da virus West Nile ha tragicamente portato alla morte di una donna di 82 anni nella provincia di Roma. Questa malattia è veicolata dalle zanzare Culex, la specie più comune in Italia, e non si trasmette da persona a persona. In risposta alla situazione, la Regione Lazio ha avviato misure preventive, mentre il ministero della Salute continua a monitorare attentamente l’andamento epidemiologico, che appare comunque in linea con le statistiche degli anni precedenti; nel 2024 sono stati registrati 460 casi e 20 decessi, riporta Attuale.

La deceduta, residente a Nerola, è stata ricoverata lo scorso 14 luglio all’ospedale San Giovanni di Dio di Fondi (Latina) a causa di febbre alta e stato confusionale. Si segnala che la donna non presentava altre patologie concomitanti. Attualmente, nel Lazio sono stati confermati sei nuovi casi di infezione da virus West Nile. Due pazienti, un uomo di 63 anni e uno di 72 anni, versano in condizioni critiche e mostrano sintomi neurologici; entrambi sono ricoverati all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. Gli altri quattro casi sono in fase di miglioramento. Sebbene tutti i casi siano stati riscontrati nella provincia di Latina, al momento non sembrano esserci collegamenti tra di essi. Anche gli equini sono a rischio di infezione, con notizie di un cavallo deceduto nella stessa area.

Per fronteggiare questa emergenza, la Regione Lazio ha intensificato le attività di sorveglianza sanitaria. Medici di famiglia, pediatri, pronto soccorso e veterinari sono stati allertati, e sono stati avviati interventi di disinfestazione mirati nelle zone a rischio di proliferazione della zanzara Culex pipiens, in un raggio di 200 metri dai luoghi in cui è stata sospettata la circolazione virale. Inoltre, è prevista un’attività straordinaria di sorveglianza sierologica negli allevamenti ubicati nelle vicinanze dei focolai sospetti o confermati.

È importante sottolineare che la maggior parte delle persone infette non presenta sintomi evidenti. Tuttavia, l’infezione può manifestarsi in forma grave in circa l’1% dei casi. Attualmente non esistono vaccini o trattamenti specifici per la malattia, e il ministero della Salute raccomanda rigorosamente di adottere misure preventive per proteggersi dalle zanzare che diffondono il virus.

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