La Crisi Umanitaria in Medio Oriente e l’Importanza del Dialogo
In un contesto storico segnato da sofferenze, secondo un frate francescano, è fondamentale immergersi in iniziative come il Festival di Luce, che quest’anno affronta il tema “senza filtri”. Questo evento non è solo un modo per attirare l’attenzione, ma una vera provocazione per riflettere su come i conflitti, in particolare in Medio Oriente, richiedano un approccio più umanistico e empatico, riporta Attuale.
I francescani, da secoli custodi dei luoghi santi in Palestina, sono in prima linea nel sostenere le comunità locali di diverse fedi, attraverso opere di solidarietà e sviluppo. Attraverso i loro viaggi umanitari in Israele, Palestina, Gaza, Libano e Siria, hanno potuto constatare le devastazioni generate da conflitti armati, con un impatto particolare sui più vulnerabili, come i bambini. La guerra ha creato un ambiente in cui la vita quotidiana è segnata da una crescente precarietà.
La situazione attuale a Gaza e nel Medio Oriente richiede una posizione audace e la volontà di superare le narrazioni distorte propagate dai poteri forti. È cruciale costruire un futuro per i giovani, sostenendo il dialogo e la cooperazione, piuttosto che perpetuare conflitti e vendette. In un contesto di crescenti divisioni, l’umanità è chiamata a ritrovare la propria passione e a rifiutare il “politicamente corretto”, che spesso serve solo interessi nazionali ed economici, ostacolando i processi di pace.
Oggi, la vera lotta non si svolge sotto bandiere o ideologie specifiche, ma richiede uno sforzo condiviso per ascoltare e agire. La negazione del dolore altrui e del diritto di ogni individuo a un futuro è il nemico da affrontare. Solo attraverso un impegno collettivo si potrà realizzare una vera trasformazione nella narrazione del conflitto e promuovere una pace duratura.
*Francescano e Commissario di Terra Santa della Toscana, risiede nel Centro di Evangelizzazione e Missione a Firenze.