Frane e Maltempo nelle Dolomiti: la Situazione Attuale
Picchi di caldo e precipitazioni intense hanno colpito nuovamente la montagna, causando l’interruzione dell’accesso a Cortina d’Ampezzo dalla pianura. Questo evento si è verificato ancora una volta tra San Vito di Cadore e Cortina d’Ampezzo, all’interno delle magnifiche Dolomiti nel Bellunese. La zona di San Vito è stata colpita dalla caduta di massi provenienti dalla Croda Marcora, il monte che sovrasta il paese, causando un accumulo di polvere e detriti.
Ieri, un forte acquazzone ha riattivato la frana che ha ostruito la Statale 51 di Alemagna. Fortunatamente, non vi erano veicoli o persone in transito al momento del crollo. La massa franosa si estende per 100 metri e raggiunge un’altezza di 4 metri. Nel corso della mattinata, le autorità avevano già avviato operazioni di valutazione per pianificare la pulizia della strada; tuttavia, nel pomeriggio si è verificato un nuovo movimento della frana, di nuovo provocato da forti temporali. I Vigili del Fuoco di Belluno e Verona, con l’ausilio di escavatori e camion, hanno lavorato insieme alle squadre locali di Cortina e ai volontari di San Vito per affrontare l’emergenza.
Per coloro che si dirigono verso Cortina dalla pianura, l’accesso è possibile tramite Auronzo di Cadore passando per il Passo Tre Croci, oppure attraverso la Val Zoldana e il Passo Giau con deviazioni da Longarone, oppure ancora dalla Val Pusteria e Dobbiaco (Bolzano). Il sindaco di San Vito, Franco De Bon, ha stimato un tempo necessario di almeno tre giorni per rimuovere dai 40.000 ai 50.000 metri cubi di materiali franosi dalla strada. Il presidente del Veneto, Luca Zaia, ha deciso di estendere lo stato di emergenza regionale già proclamato a seguito di un’altra frana avvenuta a metà giugno che aveva colpito l’Alemagna a Cancia di Borca di Cadore. “La colata detritica – ha sottolineato Zaia – evidenzia ancora una volta la vulnerabilità del nostro territorio montano. Attendiamo ora il completamento di questa nuova fase emergenziale per procedere con un’accurata valutazione dei danni”.
Nel frattempo, la situazione sta tornando alla normalità a Bardonecchia (Torino) dopo l’esondazione del Rio Frejus, che ieri ha causato la morte di Franco Chiaffrino, un fruttivendolo di 70 anni. Oggi, il capo dipartimento nazionale della protezione civile, Fabio Ciciliano, ha visitato il luogo insieme all’assessore regionale alla Protezione Civile, Marco Gabusi, e alla sindaca Chiara Rossetti, per aggiornarsi sulle operazioni di ripristino e di messa in sicurezza dell’area colpita. Attualmente, non ci sono stime precise sui danni provocati dall’esondazione, mentre gli accessi autostradali della A32 sono stati riaperti dopo le chiusure dovute agli allagamenti. La strada statale rimane chiusa, mentre la circolazione ferroviaria è regolare.
Per ulteriori dettagli, riporta Attuale.