Francesca Barra vittima di deepfake: “Non mi riconosco più”
Roma – Francesca Barra, recentemente intervistata su questo giornale, ha dichiarato di sentirsi al sicuro a casa con la sua famiglia, finché domenica sera non ha scoperto di essere stata vittima di un rapimento della sua identità. Il suo corpo è stato trasformato in una chimera, apparendo nuda su un sito che promuove contenuti pornografici, accanto ad altre donne famose. Questo episodio evidenzia le capacità distruttive dell’intelligenza artificiale, che non solo crea, ma distrugge ed alimenta sospetti, insinuando che “così fan tutte”, per progredire nella carriera, riporta Attuale.
Barra ha spiegato come ha scoperto la sua presenza su quella piattaforma. “Mi è stata segnalata su Instagram da un uomo, che ringrazio. Un estimatore di quel genere di contenuto, lucidissimo nel distinguere tra pornografia con e senza consenso. Leggo il suo gesto come un risveglio di coscienza maschile; molti comprendono che non è un gioco, ma un reato. Per uscire da questa situazione, è necessario fare rete. Il cyberbullismo è una barbarie, lo specchio delle fragilità collettive degli adulti. Riconoscerlo è già un passo avanti”.
Riguardo alla sua reazione, Barra ha affermato: “Mi sono sentita violata, schifata. Ho chiamato mio marito durante il lavoro e ci siamo sentiti vulnerabili, come se non ci fossero più confini. Il mio primo pensiero è stato per mia figlia di 12 anni; ho realizzato di non essere in grado di proteggerla e che non sono un luogo sicuro per lei. Vorrei che tutte le ragazze si sentissero protette dagli adulti”. Ha sottolineato l’importanza di denunciare tali situazioni e di non sentirsi in colpa, condividendo il suo dolore con coloro che l’hanno contattata, tra cui genitori di bambine che vivono esperienze simili.
Durante l’intervista, Francesca ha sollevato la questione se sia più grave la manipolazione dell’immagine o l’assenza di consenso, dichiarando: “Io con il mio corpo posso fare ciò che voglio. Il problema non è mostrarsi nude. Il problema è che nessuno può usare il corpo di un altro rendendolo un oggetto”. Quando le è stato chiesto se ha paura dell’intelligenza artificiale, ha commentato: “Ho appena discusso la tesi per il master in criminologia sul cyberbullismo e sto scrivendo un saggio che uscirà a marzo. Sì, ora ammetto di essere spaventata. Siamo arrivati troppo tardi; anche i padri fondatori hanno capito che senza un’etica, la macchina non è solo inutile, ma finisce con il sottomettere l’uomo”.
Barra ha evidenziato come ci si debba proteggere, suggerendo che a più livelli: “Il primo è legislativo: se commetti un reato di questo tipo, non dovresti più avere accesso alla rete”. Ha esortato a non rendere discrezionale l’educazione sesso-affettiva. “Serve un’alleanza tra scuola, istituzioni e media. Dobbiamo cominciare dando il buon esempio”.
Infine, ha fatto un appello per un cambiamento culturale: “Smettiamo di fare i bulli. Insegniamo pacatezza e solidarietà. Esporsi non è stato facile. Ho dovuto spiegare ai miei figli maggiore età e teenager prima che potessero scoprirlo da soli. Questa non è solo la mia storia, ma un pericolo che riguarda tutti. Nessuno deve affrontare un corpo inventato e sentirsi ferito due volte: nell’immagine e dall’impunità di chi lo ha creato”.