Regno Unito e Francia ricusano l’appello di Trump per navale nel Golfo
Il Regno Unito sta affrontando una crisi di capacità militare in risposta all’appello di Donald Trump per inviare navi da guerra a garantire il passaggio delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, attualmente bloccato dagli iraniani, riporta Attuale.
Il ministro britannico per l’Energia, Ed Miliband, ha dichiarato ieri alla BBC che “tutte le opzioni” sono in considerazione per aiutare a riaprire lo Stretto in coordinamento con gli alleati. Ha specificato che ci sono “modi diversi” attraverso i quali il Regno Unito può contribuire, tra cui l’uso di droni caccia-mine. Il primo ministro Keir Starmer ha discusso con Trump sull’importanza di riaprire lo Stretto di Hormuz.
La risposta britannica, tuttavia, è limitata a causa dello stato della sua Marina. I vertici militari stanno considerando di inviare sistemi di intercettazione di droni, noti come Octopus, già forniti all’Ucraina nella lotta contro l’aggressione russa. Questi sistemi potrebbero essere utilizzati nel Golfo, accompagnati da droni marittimi già presenti nella regione.
In merito all’invio di unità navali, la situazione si complica ulteriormente. Londra ha riconosciuto di non avere navi disponibili nel Mediterraneo, Medio Oriente e Oceano Indiano al momento dell’attacco israeliano contro l’Iran. Dopo l’attacco a una base a Cipro, è stato deciso di inviare un cacciatorpediniere, il quale richiederà due settimane per giungere a destinazione, rischiando di arrivare a conflitto già concluso. Inoltre, un sottomarino nucleare britannico, equipaggiato con missili da crociera, sta tornando dall’Australia, ma il governo non conferma se sarà dirottato verso Hormuz.
La Francia, dal canto suo, ha ribadito che la sua missione rimane “difensiva” e “protettiva”, evidenziando che la richiesta di Trump non sarà accolta. Superare il blocco navale iraniano sarebbe considerato un’azione offensiva, andando contro la strategia del governo francese. Macron, durante una recente missione a bordo della portaerei Charles De Gaulle, ha dichiarato che il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto sarà perseguito “quando le circostanze lo permetteranno” e “in modo del tutto pacifico”.
Negli sforzi recenti, la Francia ha schierato nel Mediterraneo orientale la portaerei Charles De Gaulle, insieme a caccia Rafale e altri mezzi, in un dispiegamento senza precedenti volto a garantire la sicurezza della navigazione. Questo intervento è stato sollecitato dalla crescente tensione nella regione e dalla necessità di proteggere gli oltre 400.000 cittadini francesi, molti dei quali sono stati rimpatriati.
Il dialogo con Teheran continua, con Macron che sollecita la de-escalation e la necessità di mantenere aperte le linee di comunicazione, coinvolgendo anche rappresentanti iraniani per evitare escalation nella regione.