Roma, 16 agosto 2025 – Furti d’auto, ma quanti veicoli vengono ritrovati? E come funziona il mercato clandestino dei pezzi di ricambio? Lo abbiamo chiesto a Deborha Montenero, primo dirigente della Polizia di Stato, a capo della terza divisione della Stradale. “Dopo il furto, la percentuale di rinvenimento dei veicoli rubati è pari al 40-45%, e si è mantenuta costante negli anni. Questo vuol dire che perdiamo le tracce di un 55%. Se sono di alta gamma, finiscono nel mercato del riciclaggio, quindi vengono alterati il telaio, la targa, e vengono rimessi in commercio. Invece i veicoli di bassa o media gamma sono destinati al mercato nero dei pezzi di ricambio, riporta Attuale.
La cannibalizzazione delle auto rubate
Il mercato clandestino dei pezzi di ricambio si presenta complesso. “Il veicolo rubato viene portato in un’area ‘sicura’, viene completamente smontato; i pezzi registrati come il motore o il cambio vengono fatti sparire, mentre tutto il resto, come gruppi ottici, portiere o paraurti, viene destinato al mercato illegale. Tanto materiale viene smerciato anche online”.
Dove portano i pezzi di ricambio?
La destinazione dei pezzi di ricambio è duplice, spiega ancora la dirigente della Stradale, con oltre 30 anni di servizio. Tutto dipende dal livello di complessità dell’organizzazione criminale: possono essere gruppi che operano in Italia oppure organizzazioni molto articolate, comprese quelle che prevedono trasferimenti attraverso i container via mare. Ci sono indagini che hanno dimostrato proprio questo.
La cannibalizzazione di un veicolo, osserva Montenero, “è più agevole rispetto a riciclare un veicolo intero. Una cosa è smontare una macchina e spedire il singolo pezzo; un’altra è alterare il telaio, rifare le targhe. È più complesso anche falsificare la carta di circolazione. Invece, smontare un’auto e destinarla al mercato nero dei pezzi di ricambio può risultare più vantaggioso”.
Furti sui veicoli in sosta
Oltre alla cannibalizzazione, si verifica il fenomeno dei “furti random” sui veicoli in sosta. Ad esempio, nelle aree di servizio e in autostrada, i ladri rubano i gruppi ottici dei veicoli commerciali, che possono valere migliaia di euro. In città, sono particolarmente ricercate “le batterie dei veicoli ibridi e i cavi di connessione alla tensione, molto costosi”, nonché i catalizzatori, poiché contengono metalli preziosi come rodio e palladio. I ladri si concentrano su qualsiasi pezzo ben richiesto. La distribuzione di questi furti in Italia varia e deve essere messa in relazione con il parco veicolare circolante e la densità abitativa, evitando di criminalizzare singole aree.
Esiste un’auto a prova di furto?
Non esiste un veicolo a prova di furto. “Da una parte, le case costruttrici incrementano costantemente i dispositivi di sicurezza, a partire dalla geolocalizzazione. Dall’altra, i criminali non sono più i ladri tradizionali. Ora ci troviamo di fronte a individui con un notevole background tecnologico e l’accesso a strumentazione molto avanzata”, chiarisce Montenero. In sintesi: “Con la tecnologia possiamo difenderci, ma anche i nostri oppositori sono tecnologici”.
Le auto più rubate
Le auto più rubate sono generalmente le utilitarie, che sono più diffuse e più vulnerabili alla cannibalizzazione. “Il furto d’auto non è mai fine a se stesso – sottolinea la dirigente della polizia -, ma è spesso un mezzo per commettere altri reati o per riciclare e smontare il veicolo”.
Le indagini
Quando si parla di riciclaggio, “il reato è sempre internazionale”. Per questo risultano molto efficaci “i collaborazioni con Europol, Interpol e Frontex. Negli stessi giorni, in tutti i paesi membri, si svolge un’attività mirata contro il riciclaggio internazionale di veicoli e parti di ricambio. Vengono effettuati controlli specialmente nelle aree di confine, stradali e marittime. Viene istituita una sala operativa comune con rappresentanti di tutti i paesi per facilitare lo scambio informativo, risultando sempre molto fruttuosa per garantire indagini di ampio respiro. La terza divisione è il punto di riferimento nazionale per tali attività”.