Garlasco, Dna di un altro cadavere trovato nella garza del tampone orale di Chiara

12.08.2025 12:45
Garlasco, Dna di un altro cadavere trovato nella garza del tampone orale di Chiara

Pavia, 12 agosto 2025 – La Procura di Pavia ha confermato che non esiste un Ignoto 3 da ricercare in relazione alla scena del crimine, almeno non in riferimento al Dna rinvenuto sulla garza del tampone orale della vittima. Gli esperti nominati dai pm hanno indicato che si tratta di una contaminazione involontaria avvenuta in sala autoptica, dato che le analisi su altri corpi esaminati hanno evidenziato risultati simili. A poche ore dal triste anniversario dell’omicidio di Chiara Poggi avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007, la Procura di Pavia ha diramato un quarto comunicato riguardante la riapertura delle indagini, rivelando due importanti informazioni: la prima riguardante le conclusioni di esperti sul Dna di Ignoto 3, e la seconda su una nuova consulenza tecnica riguardante le cause della morte, riporta Attuale..

Una garza o una pinza  

“A seguito del rinvenimento di un profilo genetico su una garza utilizzata diciotto anni fa dal medico legale per il prelievo di materiale biologico della bocca della vittima – è quanto si legge nel comunicato firmato dal procuratore Fabio Napoleone. La Procura di Pavia, ritenendo probabile una contaminazione con esami autoptici precedenti, ha disposto ulteriori approfondimenti. Tali verifiche, non previste inizialmente, sono state condotte dai genetisti Prof. Carlo Previderé e Dr.ssa Pierangela Grignani, consulente tecnico del pm, al fine di evitare indagini superflue su terzi.”

Nuovi accertamenti 

Mentre il tribunale mediatico si concentrava sulla ricerca di Ignoto 3 fra i compagni di scuola dell’indagato Andrea Sempio, la Procura si apprestava ad avviare altre tipologie di accertamenti. “La decisione di concentrare le indagini”, prosegue la nota, “è stata adottata per permettere all’ispettore di genetica forense, Denise Albani, di focalizzarsi sul materiale trattato, il cui lavoro è stato unanimemente riconosciuto per serietà e metodologia.”

Le conclusioni dei consulenti della Procura rivelano che “Valutando che il profilo aplotipico possa essere stato generato da una contaminazione involontaria durante l’autopsia, prodotta dall’uso di un supporto non sterile, specificamente una “garza”, e/o una pinza utilizzata per trattenerla durante il prelievo nel cavo orale, sono stati analizzati i preparati istologici relativi a cinque soggetti di sesso maschile sottoposti ad autopsia vicino al periodo dell’esame della salma di Chiara Poggi.”

La comparazione 

“La comparazione dei profili aplotipici parziali ottenuti dai tessuti biologici riguardanti i cinque soggetti di sesso maschile di cui si è parlato ha messo in evidenza una corrispondenza degli alleli in relazione al soggetto identificato dal codice anonimo 153E”, continua il comunicato. “Questa informazione, pur essendo incompleta, è indicativa della provenienza del materiale biologico maschile collegato al reperto 335283-114472 dal soggetto identificato con il codice 153E”. Pertanto, Ignoto 3 sarebbe un deceduto precedentemente sottoposto ad autopsia rispetto a Chiara Poggi.

L’ulteriore consulenza 

La Procura ha infine disposto una nuova consulenza tecnica: “Per garantire una valutazione più completa degli elementi raccolti in sede medico-legale sia sulla vittima che sul luogo del delitto”, prosegue la nota, “è stata incaricata come ulteriore consulente del pubblico ministero la professoressa Cristina Cattaneo, docente presso il Dipartimento di scienze biomediche per la salute dell’Università degli studi di Milano, figura di riferimento nel campo dell’antropologia e della medicina legale“. Ultimamente, la Procura ha ribadito quanto affermato nel comunicato precedente: “Qualsiasi dichiarazione o riferimento alla Procura di Pavia, in assenza di comunicazioni ufficiali, deve considerarsi privo di fondamento”.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere