Gaza City: l’UNICEF avverte di una catastrofe imminente per i bambini in fuga

05.09.2025 16:05
Gaza City: l'UNICEF avverte di una catastrofe imminente per i bambini in fuga

La crisi umanitaria a Gaza City: l’UNICEF lancia un allarme urgente

Gaza City, l’ultimo rifugio per le famiglie nel nord della Striscia, è diventato un luogo in cui l’infanzia non può sopravvivere. “È una città di paura, fuga e funerali”, ha dichiarato oggi Tess Ingram, communication manager dell’Ufficio Regionale UNICEF per il Medio Oriente e il Nord Africa. L’allerta riguardo a una potenziale catastrofe per circa un milione di persone rimaste nella città si fa sempre più pressante. “Dobbiamo fare tutto il possibile per impedirla. Ma non possiamo aspettare che l’inimmaginabile si sia verificato per agire”, riporta Attuale.

In soli 9 giorni, Ingram ha incontrato famiglie che fuggono da Gaza, ora sfollate più volte, portando soltanto i vestiti che indossano. Ha dialogato con bambini separati dai genitori nel caos, madri che raccontano di figli morti di fame e bambini ricoverati in ospedale per ferite causate dai bombardamenti. “La situazione impensabile non è imminente: è già realtà”, ha denunciato il rappresentante dell’UNICEF, evidenziando la lotta per la sopravvivenza quotidiana. Dei 92 centri di trattamento nutrizionale ambulatoriale sostenuti dall’UNICEF, solo 44 sono operativi, privando migliaia di bambini malnutriti delle risorse vitali necessarie per combattere la carestia.

“La malnutrizione e la carestia stanno indebolendo i fisici dei bambini”, ha avvertito Ingram, mentre la guerra continua a minacciare ogni loro movimento. “Questo è lo scenario della carestia in una zona di conflitto, e la situazione è visibile ovunque in Gaza City”, ha aggiunto.

Ingram ha continuato a descrivere una quotidianità terribile: “Una ciotola di cibo al giorno dalla mensa comunitaria, prevalentemente lenticchie o riso, condivisa tra i membri della famiglia, con i genitori che rinunciano ai pasti affinché i bambini possano mangiare. Senza nutrienti adeguati e con un mercato inaccessibile, la situazione è destinata a deteriorarsi ulteriormente, mettendo in pericolo la vita di molti bambini”.

L’UNICEF sta rispondendo all’emergenza, fornendo aiuti e servizi pratici in tutta la Striscia. “Abbiamo distribuito abbastanza alimenti terapeutici per trattare oltre 3.000 bambini con malnutrizione acuta e assistito 1.400 neonati con cibo supplementare. Inoltre, forniamo acqua potabile, gestiamo centri temporanei di apprendimento e assistiamo le famiglie vulnerabili”, ha dichiarato Ingram. Tuttavia, la mancanza di finanziamenti adeguati limita il potenziale di intervento.

Il rappresentante dell’UNICEF ha messo in evidenza che “la vita dei palestinesi viene smantellata costantemente”. La sofferenza di questi individui non è casuale, ma deriva da scelte che hanno trasformato Gaza City in un luogo in cui la vita quotidiana è sotto attacco.

Anche gli ospedali di Gaza City sono gravemente colpiti: dei 11 ospedali parzialmente funzionanti, solamente 5 hanno unità di terapia intensiva neonatale. Le incubatrici disponibili sono sovraffollate, con 80 neonati che dipendono completamente da generatori e forniture mediche in esaurimento. “Come possono sopravvivere a un ordine di evacuazione?”, si chiede Ingram.

Ha richiamato l’attenzione sulla critica situazione di sicurezza, sottolineando che gli ordini di evacuazione non garantiscono la sicurezza dei civili. “Abbiamo già visto simili incidenti in altre aree”, ha affermato, esprimendo la necessità di maggiore protezione.

L’UNICEF ha richiesto a Israele di rivedere le sue regole d’ingaggio per garantire la protezione dei bambini secondo il diritto internazionale umanitario e ha esortato Hamas a rilasciare gli ostaggi. Inoltre, ha sollecitato l’ingresso di aiuti e un accesso sicuro per il personale umanitario.

Infine, l’organizzazione ha chiesto alla comunità internazionale di utilizzare la propria influenza per fermare questa crisi, avvertendo che il costo dell’inazione si tradurrà in morti tra i bambini. “L’inimmaginabile a Gaza City è già iniziato”, ha concluso Ingram.

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