Giorgia Meloni critica le aggressioni durante la celebrazione della Liberazione: “Abbiamo un problema”

26.04.2026 00:15
Giorgia Meloni critica le aggressioni durante la celebrazione della Liberazione: “Abbiamo un problema”

Il 25 Aprile in Italia: tensioni e valori in contrasto

Roma, 25 aprile 2026 – La fine è nota: piombo sui cortei, bandiere ucraine nel mirino, sindaci contestati, targhe delle Foibe sfregiate e la Brigata Ebraica costretta a lasciare le piazze sotto scorta. Un cortocircuito inaccettabile che, a sera, spinge Giorgia Meloni a tirare le somme sui social: “Se questi sono quelli che dicono di difendere libertà e democrazia, direi che abbiamo un problema”, riporta Attuale.

La giornata, inizialmente, aveva assunto toni ben diversi. Lontano dai tumulti, la leader di Fratelli d’Italia aveva celebrato uno dei momenti cruciali della storia italiana: la fine dell’occupazione nazista e la sconfitta dell’oppressione fascista, che aveva negato agli italiani libertà e democrazia. “Oggi celebriamo i valori scolpiti nella Costituzione repubblicana che hanno permesso all’Italia di diventare quella che è”.

Queste dichiarazioni si sono tradotte in un’apertura anche da parte dell’opposizione, con un cauto Giuseppe Conte che ha riconosciuto il valore delle affermazioni di Meloni: “Bene Meloni, ma in FdI ci sono posizioni ambigue”. Pur mancando ancora la parola “antifascista”, la rotta sembra ora chiara. La strategia di Palazzo Chigi si definisce: procedere con cautela per non ripetere gli errori del passato. Meloni cerca coesione, supportando il percorso del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la cui storicità nell’antifascismo è ben conosciuta.

Il Presidente Mattarella, intervenuto a San Severino Marche, ha sottolineato l’urgenza di valori fondamentali, richiamando le parole di William Faulkner. Ha avvertito che “il passato non è mai morto, non è neanche passato”, e che la vera pacificazione non può essere svincolata dal ricordo del passato, che “vive nelle conseguenze che ha prodotto”.

Mattarella ha espresso preoccupazione per le nuove minacce alle democrazie attuali, citando la Russia e le ambizioni geopolitiche formeri della politica di Donald Trump negli Stati Uniti. Difendendo l’Unione Europea e le Nazioni Unite, ha messo in guardia contro tentativi di indebolire tali alleanze, ritenendo essenziali per il mantenimento della pace.

La ricorrenza ha messo in evidenza una spaccatura politica significativa. Mentre per Ignazio La Russa i partigiani e i caduti di Salò meritano pari onore, Mattarella ha ribadito che la Storia non fa sconti, e le posizioni rimangono inconciliabili. Questo ha evidenziato come, per la prima volta, Giorgia Meloni si dimostri più allineata con il Presidente della Repubblica che con il suo presidente del Senato.

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