Giorgia Meloni in visita in Algeria per richiesta di aumento forniture di gas dopo stop dal Qatar

20.03.2026 13:25
Giorgia Meloni in visita in Algeria per richiesta di aumento forniture di gas dopo stop dal Qatar

L’Italia si trova ad affrontare un’importante crisi energetica, spinta dalla guerra in Medio Oriente che ha compromesso le esportazioni di gas dal Qatar. A fronte di tale contesto, il governo italiano ha deciso di intensificare i contatti con l’Algeria, con la premier Giorgia Meloni prevista in visita ad Algeri la prossima settimana. Questo viaggio, non inizialmente previsto, mira a sollecitare un aumento delle forniture di gas, destinato a compensare le mancanze provenienti dal Qatar, riporta Attuale.

In Italia, la dipendenza dalle importazioni di gas è un dato consolidato, con la produzione nazionale che copre solo circa il 5% del fabbisogno, prevalentemente in Basilicata. Dopo l’interruzione delle forniture russe, l’Algeria è diventata il principale fornitore energetico dell’Italia, con circa il 35% del gas importato che transita attraverso il gasdotto Transmed a Mazara del Vallo. Anche l’Azerbaigian contribuisce in misura significativa, fornendo circa il 15% del gas consumato, mentre la Norvegia e la Libia forniscono una percentuale variabile tra il 5 e il 10%.

Un settore in crescita è quello del gas naturale liquefatto (Gnl), che ha raggiunto una quota del 20% dell’import totale dell’Italia. Nel 2024, il Qatar ha fornito circa 6,5 miliardi di metri cubi di Gnl, rappresentando oltre l’11% delle importazioni italiane e il 45% del solo Gnl. Gli Stati Uniti seguono con circa il 35%, mentre l’Algeria si attesta intorno al 14%.

Gli investimenti italiani in Qatar e il ruolo di Eni

Queste dinamiche hanno reso l’Italia il maggior importatore europeo di Gnl dal Qatar, ma essa è ora esposta a un rischio significativo di interruzione delle forniture mentre il Gnl rappresenta una parte sempre più vitale del mix energetico nazionale. Recentemente, Teheran ha attaccato l’impianto di Ras Laffan, uno dei principali hub al mondo per il Gnl, danneggiando parte delle sue capacità produttive. QatarEnergy ha stimato che i danni potrebbero tradursi in perdite annuali di circa 20 miliardi di dollari e potrebbero necessitare circa cinque anni per un completo ripristino delle operazioni. Non si esclude la possibilità che la compagnia statale qatariota possa invocare la «forza maggiore» sui contratti a lungo termine, richiamando anche quelli con l’Italia.

Nel 2022, l’italiana Eni era stata selezionata come partner internazionale per il più grande progetto mondiale di gas naturale liquefatto, la cui espansione nella North Field East è supportata dal governo Draghi. Tale accordo mirava a potenziare la presenza di Eni in una delle aree con le più ampie riserve di gas globali. Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, aveva precedentemente dichiarato: «Stiamo entrando in un progetto importante per il rafforzamento della sicurezza energetica globale», ora però messa a repentaglio dai recenti eventi in Medio Oriente e dagli attacchi alle infrastrutture energetiche.

Anche l’Asia cerca nuovi fornitori

In questo contesto di crisi, l’Italia si sta rivolgendo all’Algeria, già principale fornitore di gas. Il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha confermato che l’Italia è in trattative con diversi attori: «Sì, stiamo parlando con tutti», evidenziando come le aziende italiane e Eni siano impegnate a facilitare gli scambi. Tuttavia, Pichetto Fratin ha avvertito che gran parte del gas prodotto nel Golfo Persico è destinata all’Asia, creando una competizione per le forniture, un fattore che potrebbe influire sull’aumento dei prezzi e complicare ulteriormente la strategia energetica italiana nel futuro prossimo.

Foto copertina: ANSA/Fabio Frustaci | Giorgia Meloni e il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune a Palazzo Chigi

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere