Giorno del Ricordo, l’Italia onora le vittime delle Foibe con la premier Meloni

10.02.2026 12:25
Giorno del Ricordo, l'Italia onora le vittime delle Foibe con la premier Meloni

Roma, 10 febbraio 2026 – “Una giornata che chiama l’Italia a fare memoria di una pagina dolorosa della nostra storia, vittima per decenni di un’imperdonabile congiura del silenzio, dell’oblio e dell’indifferenza”. Così ha esordito la premier Giorgia Meloni sui social, dando il via alla giornata dedicata agli eccidi delle Foibe, durante la quale circa 20mila italiani furono assassinati dai partigiani della ex Jugoslavia al termine della Seconda guerra mondiale, riporta Attuale.

Il Giorno del Ricordo si celebra oggi con una cerimonia a Montecitorio, alla quale partecipano le più alte cariche dello Stato, incluso il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Ricordiamo i martiri delle foibe e la tragedia dell’esodo giuliano-dalmata. Centinaia di migliaia di italiani hanno scelto di abbandonare tutto pur di non rinunciare alla propria identità”, ha dichiarato Meloni.

Meloni: “Il ricordo non è rancore, ma giustizia”

“La Nazione non deve aver paura di affrontare quella verità, rispondendo con fermezza a ogni tentativo di negazionismo o riduzionismo. Il ricordo non è rancore, ma giustizia. È il fondamento di una memoria condivisa che unisce e fortifica la comunità nazionale, tracciando la strada a chi verrà dopo di noi”, ha continuato Meloni.

“Abbiamo ricevuto un testimone e non intendiamo farlo cadere. Come dimostra la pluralità di iniziative e celebrazioni promosse dal Governo, incluso il ‘Treno del Ricordo’ che ripercorrerà simbolicamente il viaggio di chi ha scelto di essere italiano due volte. L’Italia non permetterà mai più che questa storia venga piegata, negata o cancellata. È una storia che appartiene all’Italia intera. Ad ognuno di noi”, ha concluso.

La cerimonia a Montecitorio

La cerimonia è cominciata alle 10:00. Dopo i saluti di Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, presidenti della Camera e del Senato, si sono susseguiti interventi e testimonianze, tra cui quella di Toni Concina, presidente onorario dell’Associazione Dalmati, dello storico Gianni Oliva e dell’olimpionico Abdon Pamich. Durante l’evento è stato proiettato un estratto del documentario ‘Il Marciatore’, tratto dal libro di Pamich, e un passaggio del libro ‘Francesco Bonifacio. Vita e martirio di un uomo di Dio’, letto da Silvia Siravo, attrice del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

La cerimonia è stata concepita come un ponte tra l’Europa e l’Italia, con musiche significative selezionate per il Giorno del Ricordo, tra cui l’Inno di Mameli in apertura e l’Inno europeo in chiusura, eseguiti dal Conservatorio ‘Giuseppe Tartini’ di Trieste, affiancati dalla sinfonia di Vivaldi ‘Al Santo Sepolcro’.

In programma anche la premiazione delle scuole vincitrici del Concorso nazionale ‘Il Giorno del Ricordo’, indetto dal Ministero dell’Istruzione. Le bandiere di Montecitorio saranno esposte a mezz’asta per tutta la giornata e nella serata il Tricolore sarà proiettato sulla facciata del palazzo.

Tajani: “Pace e dialogo, l’essenza della nostra identità”

“L’Italia continuerà a lavorare, in Europa e nel mondo, per la pace e il dialogo”, ha affermato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani durante la cerimonia. Questa “è l’essenza della nostra politica estera e della nostra identità come collettività nazionale, come sancito nella nostra Costituzione”.

“Solo così il sacrificio delle vittime delle foibe e di quanti hanno sofferto la tragedia dell’esodo non sarà stato vano”, ha aggiunto il titolare della Farnesina.

Salvini: “Ricordare è un dovere”

“Le foibe rappresentano una delle pagine più tragiche del Novecento, a lungo taciute o negate. Migliaia di donne e uomini uccisi e cancellati dall’odio e dalla violenza dei comunisti di Tito. La loro colpa? Essere italiani. Ricordare è un dovere: per la verità, per rispetto alle vittime, per non dimenticare”, ha scritto sui social il vice premier e leader della Lega Matteo Salvini.

Piantedosi: “Spazzare via un lungo silenzio”

“Oggi l’Italia rinnova il dovere della memoria per onorare tutti coloro che persero la vita nei massacri delle foibe e per ricordare il grande dolore dell’esodo giuliano-dalmata”, ha scritto su X il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

“Celebrare il Giorno del Ricordo significa spazzare via un lungo silenzio”, ha continuato il titolare del Viminale, “restituendo verità e dignità a migliaia di nostri connazionali vittime della violenza e della persecuzione sistematica. Ricordare il loro destino, la lunga scia di uccisioni, torture e saccheggi subiti lungo il confine orientale, è un atto di giustizia, un impegno per le giovani generazioni, affinché la consapevolezza delle tragedie del passato diventi il fondamento di verità e di una autentica cultura della pace”.

1 Comment

  1. Che tristezza dover ricordare eventi così dolorosi. È importante che la nostra storia non venga mai dimenticata, ma a volte mi chiedo se il ricordo possa veramente portare a una maggiore giustizia e comprensione… La memoria deve unirci, non dividerci.

Aggiungi un commento

Your email address will not be published.

Da non perdere