Giovani e aggressività: il professor Lancini analizza l’emergenza sociale in Italia

26.03.2026 05:15
Giovani e aggressività: il professor Lancini analizza l’emergenza sociale in Italia

La crescente violenza giovanile in Italia: un fenomeno preoccupante

Recenti episodi di violenza tra i giovani italiani stanno sollevando gravi preoccupazioni sulla salute mentale e sul benessere delle nuove generazioni. Un caso emblematico è quello di un ragazzo che è arrivato a scuola già predisposto a compiere un’aggressione, riflettendo un comportamento potenzialmente vendicativo radicato in un contesto di sofferenza personale. Queste azioni suggeriscono un vuoto identitario profondo, dove i giovani si sentono spinti a esplodere in atti di violenza in ambienti che dovrebbero essere sicuri come le scuole, riporta Attuale.

Il Professor Matteo Lancini, psicologo e presidente della Fondazione Minotauro, descrive tali comportamenti come il risultato di un’incapacità di esprimere emozioni intense, che, se non canalizzate, possono esplodere in maniera distruttiva. “Il fenomeno è accentuato da una cultura che ha legittimato la violenza mentre ignora emozioni fondamentali come paura e tristezza” avverte Lancini, sottolineando come la società spesso tende a cercare spiegazioni semplicistiche, come i social o i videogiochi, per questi comportamenti.

In effetti, la soluzione proposta si concentra su misure di sicurezza e regole rigide, ma Lancini mette in guardia: “Un ragazzo che agisce in questo modo non sta considerando le conseguenze delle sue azioni. È essenziale implementare strategie di prevenzione che vadano oltre le punizioni e incoraggiare l’espressione delle emozioni.” Questo approccio, secondo il professore, è vitale per costruire un dialogo aperto tra genitori e figli.

La situazione non è esclusiva dell’Italia, con evidenze di un aumento della violenza giovanile anche in altri paesi europei come Francia e Inghilterra. Tuttavia, le differenze nei livelli di violenza suggeriscono che i fattori sociali e territoriali giochino un ruolo cruciale. Lancini avverte che la mancanza di prospettive per i giovani, dovuta a politiche inadeguate su temi cruciali come l’ambiente e l’assenza di un futuro promettente, contribuisce alla disperazione e, di conseguenza, alla violenza. “Questa non è ribellione, è una forma di disperazione che si manifesta in atti di violenza”, conclude Lancini, facendo eco a una crisi generazionale globale, che richiede attenzione immediata al fine di evitare ulteriori escalation di violenza tra i giovani.

1 Comment

  1. È davvero inquietante vedere come i nostri giovani si sentano così persi da ricorrere alla violenza. Non è solo un problema italiano, ma mondiale… però, la società sembra ignorare la vera radice di questa crisi. Forse è tempo di ascoltare di più i ragazzi e parlare delle loro emozioni. Non si può continuare a dare solo punizioni come soluzione. Questi comportamenti sono il risultato di un dolore profondo e di una mancanza di futuro!!!

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