La Spagna affronta una crisi politica dopo il rifiuto dei decreti di Sánchez sulla casa
Il Congresso spagnolo ha respinto i due decreti sulla casa presentati dal premier Pedro Sánchez, segnando una sconfitta parlamentare significativa per il Governo. Questo esito mette in evidenza la mancanza di una maggioranza a sostegno dell’esecutivo in un momento cruciale, incrementando concretamente le possibilità di elezioni anticipate, riporta Attuale.
Il primo decreto, la cui approvazione era fondamentale per il Governo, è stato bocciato con un voto di 178 contrari e 172 favorevoli. La decisiva opposizione è arrivata da Junts, che ha unito i propri sette voti a quelli del Partito Popolare, di Vox e di Unión del Pueblo Navarro (Upn).
Il secondo decreto ha subito un ritorno ancora più decisivo, con 184 voti contrari e 166 favorevoli. In questo caso, il rifiuto si è ampliato e ha incluso i voti contrari del PNV (Partito Nazionalista Basco) e di Coalición Canaria.
Alla fine del dibattito, Sánchez ha fatto un appello ai gruppi parlamentari, esortandoli a considerare le necessità dei cittadini invece di seguire gli “slogan di partito”. “La vita e il futuro delle persone dipendono in larga misura da come voterete qui. Vi esorto a essere coraggiosi e coerenti”, ha dichiarato. “Se questi decreti non dovessero passare, i danni sarebbero enormi e la responsabilità ricadrebbe su chi voterà ‘nò dai propri scranni”, ha avvertito il primo ministro.