Gli Stati Uniti acquisiscono gestione diretta di 65 miliardi di barili di petrolio venezuelano

29.08.2026 08:05
Gli Stati Uniti acquisiscono gestione diretta di 65 miliardi di barili di petrolio venezuelano

Accordo tra Stati Uniti e Venezuela per la gestione delle riserve petrolifere

Il presidente Donald Trump ha svelato un accordo che consentirà agli Stati Uniti di gestire direttamente circa un quinto delle riserve petrolifere del Venezuela, equivalenti a 65 miliardi di barili sui 303 miliardi totali. Gli Stati Uniti sono già coinvolti nella vendita di petrolio all’estero per conto del regime venezuelano, rafforzando la loro influenza a seguito della cattura dell’ex presidente Nicolás Maduro avvenuta a gennaio 2026, con la nomina di Delcy Rodríguez come suo successore, riporta Attuale.

Rodríguez ha confermato che l’accordo, atteso per la firma la settimana prossima, prevede che gli Stati Uniti gestiscano 17 giacimenti. È stato evidenziato che l’operazione potrebbe garantire investimenti per 100 miliardi di dollari e circa 209 miliardi di dollari in tasse per lo stato, il quale necessità urgenti finanziamenti per affrontare i suoi enormi debiti e per la ricostruzione post-terremoto, dopo il devastante doppio sisma di fine giugno.

Trump ha posto l’accento sugli effetti potenzialmente positivi per gli Stati Uniti, come la possibile diminuzione dei prezzi dei carburanti, un tema cruciale in vista delle elezioni di metà mandato di novembre. Tuttavia, nonostante le affermazioni di Trump riguardo al «più grande accordo nella storia del mondo», la gestione di 65 miliardi di barili rappresenta la seconda maggiore riserva di risorse dopo Saudi Aramco.

A differenza di molte altre nazioni, gli Stati Uniti non dispongono di una compagnia petrolifera statale e dovranno coinvolgere imprese private, che in passato hanno mostrato una certa riluttanza nel investire in Venezuela, a causa delle difficoltà strutturali che affliggono il settore petrolifero locale, segnato da anni di mancata manutenzione. Sebbene i dettagli operativi dell’accordo rimangano scarsi, secondo fonti giornalistiche, dovrebbe essere creata una joint venture, in cui il governo statunitense manterrebbe una quota del 55%, mentre una compagnia privata otterrà una concessione di 100 anni sui giacimenti.

In precedenza all’annuncio di Trump, la Chevron, storicamente attiva in Venezuela, stava già trattando per espandere le sue operazioni nel Paese. Negli ultimi mesi, altre aziende come Repsol, Shell ed Eni avevano concluso accordi con il governo di Rodríguez, che ha in parte liberalizzato il settore. Secondo quanto riportato da Bloomberg, una delle prossime mosse del Venezuela potrebbe consistere nell’uscita dall’OPEC, come già avvenuto ad aprile con gli Emirati Arabi Uniti.

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