Attacchi statunitensi su obiettivi militari in Iran prima delle elezioni di metà mandato
Lunedì 2 novembre, gli Stati Uniti hanno lanciato attacchi contro obiettivi militari sull’isola iraniana di Qeshm, la più grande nello stretto di Hormuz. Le operazioni sono avvenute alla vigilia delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti e sono state confermate da funzionari statunitensi, definiti come operazioni difensive volte a prevenire attacchi iraniani contro le navi commerciali in transito nello stretto, riporta Attuale.
Questi attacchi giungono in un momento cruciale, nonostante che all’inizio di ottobre il presidente Donald Trump avesse affermato che gli Stati Uniti non avrebbero attaccato l’Iran prima delle elezioni del 3 novembre. Poche ore prima degli attacchi, Trump aveva affermato ai giornalisti di non essere sicuro se il conflitto con l’Iran potesse ancora essere definito una guerra. Le operazioni statunitensi assumono un’importanza particolare poiché la guerra con l’Iran, iniziata a febbraio, ha creato preoccupazioni all’interno del Partito Repubblicano, complicando la situazione a causa dell’aumento dei prezzi dei carburanti e del costo della vita.
Gli ultimi attacchi noti effettuati dagli Stati Uniti in Iran risalgono al primo settembre, quando colpirono diversi obiettivi militari nel sud del paese. Gli attacchi di lunedì fanno parte di una serie di operazioni limitate condotte dagli Stati Uniti contro l’Iran nelle ultime settimane, mantenute riservate per non dare l’impressione di una ripresa degli attacchi su larga scala. Secondo un funzionario statunitense citato dal Wall Street Journal, questa decisione è stata presa per evitare tensioni aggiuntive.
Lo stretto di Hormuz è un fondamentale passaggio marittimo che collega il Golfo Persico al Golfo di Oman e rappresenta uno dei più vitali corridoi per il commercio mondiale di petrolio e gas, con circa un quinto delle forniture globali che vi transitano prima dell’inizio della guerra. Dall’inizio del conflitto, l’Iran ha lanciato attacchi contro navi commerciali, ostacolando significativamente il traffico marittimo. In risposta, gli Stati Uniti hanno organizzato operazioni di protezione della navigazione e hanno imposto restrizioni ai porti iraniani. L’isola di Qeshm, ubicata all’ingresso dello stretto, è sede di installazioni militari iraniane, tra cui una base navale e un sito sotterraneo di lancio missilistico.