Proteste studentesche in Grecia: gli studenti si uniscono ai richieste di Francia e Italia
Mercoledì, in una decina di città greche, gli studenti delle scuole superiori e delle università hanno aderito a un movimento di protesta che nelle ultime settimane ha coinvolto Francia e Italia. Le richieste degli studenti greci si allineano a quelle dei loro coetanei italiani e francesi: chiedono investimenti nelle scuole e misure per affrontare l’aumento del costo della vita e degli affitti, riporta Attuale.
Le manifestazioni si sono svolte pacificamente e non ci sono stati scontri significativi, in confronto ai recenti eventi in Francia e Italia. Alcuni commercianti hanno optato per la chiusura dei negozi per precauzione. Tuttavia, ad Atene, al termine di un corteo, un gruppo di ragazzi ha lanciato pietre e bottiglie contro forze di polizia in tenuta antisommossa; la polizia ha risposto con l’uso di lacrimogeni, anche se è stata definita questa situazione un episodio isolato. Sono state effettuate 25 detenzioni.
La protesta ad Atene è iniziata il giorno precedente, con studenti accampati davanti al parlamento in piazza Syntagma. Mercoledì, risultavano occupate 18 delle 30 scuole della città.
Per illustrare le loro richieste, i rappresentanti studenteschi della città hanno citato episodi recenti che mettono in luce le condizioni precarie delle infrastrutture scolastiche: un pezzo di intonaco è caduto da un soffitto a Salonicco, causando ferite a uno studente, e una fuga di gas ha portato all’evacuazione di 4.000 studenti ad Atene.
«Non permetteremo che le nostre scuole diventino le nuove “Tempi”», afferma un comunicato, facendo riferimento al grave incidente ferroviario del 2023 che causò 57 morti, attribuibile a problemi strutturali e alla corruzione sistemica, nonostante fosse dovuto a un errore umano.
Gli studenti delle superiori chiedono di poter studiare in edifici sicuri, l’assegnazione di cattedre e l’azzeramento dell’IVA sul cibo venduto nelle scuole. Gli universitari, invece, chiedono maggiori sussidi per l’affitto e più posti negli studentati per contrastare il caro vita. Gli insegnanti, che partecipano alla protesta, richiedono un aumento della spesa per l’istruzione al 5% del PIL e il ripristino del tredicesimo e quattordicesimo mese.
Il governo greco, di centrodestra, ha risposto con scetticismo riguardo le modalità delle proteste. La ministra dell’Istruzione, Sofia Zacharachi, ha espresso scetticismo sull’efficacia delle scuole occupate come soluzione, riconoscendo però la validità delle richieste relative agli edifici. Il primo ministro Kyriakos Mitsotakis ha dichiarato che «il paese non tornerà mai all’epoca dei grandi disordini sociali», riferendosi alle proteste che seguirono la crisi finanziaria del 2007-2008 e le misure di austerità imposte dall’Europa alla Grecia.
Le proteste studentesche aumentano la pressione sul governo di Mitsotakis, che sta vivendo un momento difficile. In carica dal 2019, i suoi consensi sono scesi sotto il 30%, soprattutto a causa del caro vita e delle accuse di corruzione. Le prossime elezioni sono programmate per il 2027, ma Mitsotakis ha escluso la possibilità di elezioni anticipate.