Gli Usa annunciano sanzioni più severe contro l’Iran, mentre Teheran minaccia nuove azioni militari

20.08.2026 22:55
Gli Usa annunciano sanzioni più severe contro l'Iran, mentre Teheran minaccia nuove azioni militari

Gli Houthi colpiscono un aeroporto saudita mentre gli Stati Uniti intensificano la pressione su Teheran

Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha dichiarato che gli USA intendono mettere in crisi il regime iraniano attraverso sanzioni mai viste prima, con l’obiettivo di isolare il Paese e tagliare i legami con i suoi alleati e proxy. «Faremo collassare questo regime», ha affermato durante un’intervista con Cnbc, sottolineando l’importanza di applicare «la massima pressione economica» per evitare un escalation militare su larga scala, riporta Attuale.

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha risposto alle dichiarazioni americane, affermando che questa strategia non porterà altro che «ulteriori sconfitte per gli Stati Uniti», e ha definito le sanzioni «terrorismo economico» contro il popolo iraniano. Le Guardie rivoluzionarie dell’Iran hanno minacciato di utilizzare «armi più distruttive» se il conflitto dovesse intensificarsi nuovamente.

In risposta alle crescenti tensioni, gli Houthi yemeniti hanno rivendicato due attacchi con droni contro l’aeroporto di Najran, in Arabia Saudita. Questo attacco si inserisce nel contesto delle aggressioni saudite contro la provincia di Saada, in Yemen.

Le dichiarazioni di Teheran continuano a evidenziare un atteggiamento di fermezza. Ebrahim Azizi, presidente della commissione Sicurezza nazionale e Politica estera del Parlamento iraniano, ha avvertito Washington di evitare «errori o calcoli sbagliati», evidenziando che le conseguenze sarebbero gravi. Aggiungendo ulteriormente alla tensione, Ebrahim Rezaei, segretario generale del Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale, ha dichiarato che la risposta migliore agli sforzi di pressione economica degli Stati Uniti sarebbe di ritirarsi dal Trattato di non proliferazione nucleare.

In un contesto di crescente instabilità, l’arrivo della portaerei USS George Washington in Medio Oriente per sostituire l’USS Abraham Lincoln segna un nuovo capitolo nella presenza militare statunitense nella regione. Quest’ultima nave aveva già svolto una missione prolungata di quasi nove mesi, superando i limiti raccomandati dalla Marina. I rapporti indicano che il morale dell’equipaggio è a livelli critici, con episodi di tentativi di suicidio. Nonostante queste difficoltà, Trump ha minimizzato le preoccupazioni, affermando che nove mesi in mare non costituiscono un problema se si sta combattendo per una causa importante.

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