Il conflitto tra Bologna e il Governo si intensifica
Il braccio di ferro tra Bologna e il Governo continua. Da una parte il sindaco Matteo Lepore, da ieri sotto scorta dopo le minacce di morte via social (che stanno continuando, da quanto si apprende) per aver convocato in piazza il 20 luglio una manifestazione per Abderrahim Fakir, morto il giorno prima, seguito dalla notte di guerriglia che ha portato a devastazioni e a oltre 60 agenti feriti. Dall’altra parte Francesco Paolo Sisto, viceministro della Giustizia, e Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera. L’esponente di Forza Italia ha bollato la decisione di Lepore come “ai limiti del dolo”: “Oggi si protesta con la violenza e questo dipende anche da alcune scelte assolutamente inopportune. Mi riferisco a quella del signor Lepore, una scelta ai limiti del dolo eventuale, cioè accollarsi il rischio che possa accadere un evento così grave. Attaccare le divise vuol dire attaccare lo Stato, su questo mi aspetto dalle opposizioni una sinergia e un aiuto: la difesa di Lepore è stata inopportuna”, riporta Attuale.
Il sindaco non si scompone e replica, pur non menzionando Sisto: “Credo che le istituzioni dovrebbero lavorare tutte in questo momento per stemperare la tensione e rimanere unite perché contro i violenti occorre che la Repubblica Italiana e lo Stato, dai Comuni ai ministeri, si mostrino uniti contro la violenza, come ha chiesto anche il presidente Mattarella. Credo che la cosa migliore in questo momento sia essere uniti e non attaccarsi gli uni con gli altri”. Lepore dice che “non è il momento di fare polemiche”, anche se “si potrebbero dire tante cose”. Aggiunge di “non sentirsi in pericolo” e di “essere pienamente nelle mani dello Stato”, oltre al fatto che “chi fa il sindaco mette in conto alcuni rischi del mestiere”. Presenta le iniziative per il 46° anniversario della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980 e chiosa: “Ogni volta che Bologna è stata ferita è scesa in piazza”, invitando “tutti al corteo” di domenica a Bologna “dopo i fatti del Pilastro” e la morte di Fakir.
Anche Bignami commenta nuovamente le mosse di Lepore: “La morte di una persona è sempre una tragedia ed è giusto che il governo riferisca in Aula, ma l’informativa deve fare chiarezza anche sulle responsabilità del sindaco, che ha subito incendiato la piazza. Chiedere ‘giustizia’ in quel momento significa dare per scontato che sia stata commessa un’ingiustizia e accusare la polizia di omicidio. È inaccettabile. La sinistra fa da paravento ai centri sociali che mettono a ferro e fuoco Bologna. E FdI ha il coraggio di fare i nomi dei responsabili di queste violenze: Pd, Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana, che alimentano ogni giorno l’odio contro chi porta una divisa.”