Prime valutazioni sul governo Meloni: stabilità e risultati economici a quattro anni dalla vittoria
Roma, 5 settembre 2026 – Per capire se una iniziativa ha avuto successo oppure no, bisogna partire dall’inizio, valutarne le aspettative e giudicarne i risultati. Quando il 25 settembre del 2022 Giorgia Meloni vinse le elezioni, la sinistra in Italia temeva il ritorno del fascismo sotto altre spoglie e un disastro economico e sociale. Joe Biden diceva: “Stiamo attenti a quello che è successo in Italia” e Ursula von der Leyen avvertiva che l’Unione aveva gli strumenti necessari a prevenire qualunque deragliamento, riporta Attuale.
In poco tempo, il presidente degli Stati Uniti ha stretto un legame con la presidente del Consiglio italiano, così come il presidente dell’Unione Europea ha stabilito un rapporto di ferro con lei. Se Kamala Harris avesse vinto le elezioni, gli Stati Uniti probabilmente avrebbero avuto un presidente mediocre, mentre Meloni avrebbe potuto contare su un supporto molto più forte rispetto a quello di Trump.
Oggi, piaccia o no, la premier italiana ha uno standing internazionale molto elevato e non sono molti tra i primi cinquanta capi di Stato o di governo nel mondo quelli che desidererebbero un sostituto. La Meloni ha costruito la propria credibilità mantenendo una posizione ferma sull’Ucraina e rispondendo in modo deciso agli attacchi dell’ex presidente americano. Fin dall’inizio del suo governo, ha affrontato il problema dell’immigrazione con accordi bilaterali, riducendo gli sbarchi dell’80% rispetto al 2023. Tuttavia, la soluzione albanese ha incontrato ostacoli a causa dell’intervento della magistratura italiana. Nonostante ciò, il fatto che cinque nazioni europee, tra cui Danimarca, Germania, Olanda, Austria e Grecia, abbiano adottato soluzioni simili dimostra la validità dell’approccio.
Chi avrebbe detto quattro anni fa che lo spread sarebbe sceso dai 233 punti di Mario Draghi agli 80 di oggi, con un sostanzioso risparmio sugli interessi? Inoltre, il rapporto tra il deficit e il prodotto interno lordo è sceso dall’8% al 3%, anche grazie alla credibilità acquisita da Giancarlo Giorgetti.
Nell’ottobre del 2014, a Palazzo Chigi, Matteo Renzi affermava: “Una vera ripresa ci sarà quando torneranno ad aumentare gli occupati in maniera significativa”. Nei 34 mesi del governo Renzi, gli occupati aumentarono di 409.000 unità. Nel periodo del governo Meloni, gli occupati sono aumentati di 859.000 e hanno battuto i record storici di occupazione maschile e femminile. È vero che gli stipendi italiani rimangono tra i più bassi e il governo non ha pienamente creato le condizioni per una crescita sostenibile, ma non si possono sottovalutare le riduzioni delle aliquote fiscali e il taglio di sette punti sul cuneo fiscale a favore dei lavoratori, rimasto stabile rispetto ai tre punti concessi dal governo Prodi.
Il governo Meloni ha anche fatto molto per supportare le donne e le madri, favorendo il rinnovo di numerosi contratti. Tuttavia, nonostante l’aumento dei fondi, il settore sanitario risente ancora di gravi disparità tra Nord e Sud. Il risultato negativo del referendum sulla giustizia ha lasciato la magistratura in balia delle correnti, mentre il concept di premierato è in crisi e l’autonomia non sta attraversando un buon periodo.
Ieri sera a Taranto è stato celebrato il governo più lungo della Repubblica (1413 giorni). Questo governo risulta essere il più longevo nella storia italiana dal 1861, superando il secondo governo Berlusconi (1412 giorni) e il terzo governo Giolitti (1292 giorni). In Italia, i governi tendono a cadere rapidamente, ma la stabilità ha un valore inestimabile. La continuità nei rapporti con gli interlocutori italiani e stranieri offre punti di riferimento solidi e riconosciuti, come evidenziato dalla stampa internazionale, spesso considerata solo quando critica l’Italia.