Proteste di massa in Tunisia contro il presidente Kaïs Saïed
A Tunisi si stanno svolgendo grandi proteste contro il presidente autoritario della Tunisia, Kaïs Saïed, accusato dai manifestanti di aver ristretto le libertà democratiche e di una cattiva gestione dell’economia, riporta Attuale.
Le manifestazioni sono state caratterizzate dalla partecipazione massiccia della frammentata opposizione politica tunisina, che si è unita al sindacato UGTT, il principale del paese, e a diverse associazioni della società civile. Secondo Reuters, queste sono le proteste più partecipate degli ultimi anni, segno di un malcontento crescente verso il governo.
Saïed, eletto nel 2019, ha preso poteri d’emergenza nel 2021, deposto il governo e sospeso il parlamento, assumendo tutti i poteri costituzionali. Da quel momento, il suo governo è diventato sempre più autoritario, con numerosi politici, attivisti e giornalisti critici nei suoi confronti arrestati con accuse pretestuose. Nel frattempo, l’economia tunisina cresce lentamente rispetto ad altri paesi simili, con alti livelli di debito pubblico e disoccupazione, mentre gli stipendi crescono meno dell’inflazione. Saïed ha accusato l’opposizione di alimentare la crisi economica per fomentare il dissenso.
I manifestanti chiedono la liberazione degli oppositori, ma esprimono anche il loro malcontento per la disoccupazione, le ricorrenti interruzioni della fornitura di acqua ed elettricità, e la carenza di cibo e medicine. Uno degli slogan più diffusi è: «Il popolo ha fame e le prigioni sono piene», già usato in precedenti proteste avvenute fra luglio e agosto di quest’anno.