
Un grave allerta sulla sicurezza informatica dei magistrati italiani è stato lanciato dall’Associazione nazionale magistrati (Anm) a seguito dell’ultima denuncia riportata dal programma Report riguardante l’installazione di software spia non tracciabili su circa 40 mila computer dell’amministrazione giudiziaria, riporta Attuale.
«L’inchiesta di Report sulla sicurezza informatica dei sistemi utilizzati da tutti i magistrati italiani solleva pesanti interrogativi e destano grave preoccupazione», ha affermato la giunta esecutiva centrale dell’Anm. «Emergono profili di criticità rilevanti rispetto alla sicurezza e alla riservatezza, rimasti finora senza alcuna significativa spiegazione», si legge nella nota dell’associazione.
L’intervento di Nordio e il ruolo di Palazzo Chigi
L’Anm ha chiesto un «chiarimento» al ministro della Giustizia Carlo Nordio e un intervento immediato per garantire la segretezza delle indagini e dell’attività di giudici e pubblici ministeri, i quali sono responsabili della tutela dei diritti di ogni cittadino. Inoltre, l’Associazione intende fare piena luce sul ruolo della Presidenza del Consiglio, che, secondo l’inchiesta di Report, avrebbe minimizzato o silenziato la questione. «È indispensabile garantire piena e totale trasparenza», ha sottolineato l’Anm, esigendo che ogni istituzione si assuma la responsabilità per le proprie competenze.