Le famiglie degli ostaggi in marcia per dire no all’occupazione di Gaza
Centinaia di manifestanti, tra cui i familiari degli ostaggi ancora trattenuti nella Striscia di Gaza, hanno preso parte a una marcia a Tel Aviv per opporsi al piano di Israele di intensificare il conflitto e ottenere un controllo totale sulla regione. Come riportato da The Jerusalem Post, i manifestanti hanno esortato a fermare l’ampliamento delle operazioni delle forze di difesa israeliane, sostenendo che ciò metterebbe in grave pericolo la vita degli ostaggi prigionieri di Hamas. Durante la manifestazione, ci sono stati scontri con le forze di polizia israeliane, che hanno arrestato con la forza Michel Illouz, padre dell’ostaggio Guy Illouz. Alla protesta, hanno partecipato anche ex ostaggi, come Yocheved Lifshitz e Ohad Ben-Ami, che hanno richiesto di continuare i negoziati per garantire un accordo completo riguardo ai rapiti. «L’occupazione della Striscia rischia di costare la vita ai nostri cari», hanno avvertito i partecipanti.
In un intervento emozionante, Danny Miran, genitore dell’ostaggio Omri Miran, ha implorato i membri del gabinetto, dichiarando: «Decidere di occupare la Striscia sarà una condanna a morte per mio figlio». Allo stesso modo, Ella Ben Ami, la cui famiglia ha già vissuto l’incubo del rapimento, ha espresso la sua angoscia, affermando: «Oggi i ministri del gabinetto prenderanno una decisione cruciale riguardo agli ostaggi ancora presenti. Abbiamo visto Evyatar e Rom; non hanno più tempo. Se il gabinetto sceglierà di sacrificare le loro vite, non sappiamo cosa faremo». Queste dichiarazioni si riferiscono a video diffusi da Hamas e dalla Jihad islamica palestinese, nei quali i due ostaggi apparivano visibilmente indeboliti e provati dalla prolungata detenzione, riporta Attuale.